Visite, esami del sangue, screening oncologici: una guida pratica per chi vuole prendersi cura della propria salute prima che i problemi si presentino.
C’è una soglia, intorno ai 40 anni, in cui il corpo cambia registro. Il metabolismo rallenta, alcuni rischi cardiovascolari iniziano a salire, e certe patologie che prima erano statisticamente lontane diventano concretamente possibili. Non è un motivo di allarme: è semplicemente il momento giusto per passare da una postura reattiva, curarsi quando si sta male, a una proattiva, cioè controllare con regolarità quello che non si vede.
Gli esami del sangue: il punto di partenza
Una volta l’anno, un esame del sangue completo è il minimo indispensabile. Deve includere emocromo, glicemia, colesterolo totale (con LDL e HDL), trigliceridi, creatinina e transaminasi. Dopo i 40 anni è utile aggiungere la misurazione della pressione arteriosa — da fare anche in farmacia— e, per chi ha familiarità con il diabete, il dosaggio dell’emoglobina glicata.
Questi valori danno una fotografia metabolica e cardiovascolare che permette di intervenire in anticipo su ipertensione, diabete e dislipidemie: tre condizioni che da sole rappresentano i principali fattori di rischio per infarto e ictus.
Gli screening oncologici: quelli che il SSN offre
Il Servizio Sanitario Nazionale prevede screening gratuiti per alcune fasce d’età, ma i tempi di accesso variano molto da regione a regione. Vale la pena conoscerli:
- Tumore della mammella — mammografia ogni 2 anni per le donne tra i 50 e i 74 anni (in alcune regioni già dai 45).
- Tumore del colon-retto — ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni dai 50 ai 74 anni, o colonscopia ogni 10 anni.
- Tumore della cervice uterina — Pap test o HPV test ogni 3-5 anni per le donne tra i 25 e i 64 anni.
- Tumore della prostata — non esiste uno screening nazionale strutturato, ma il dosaggio del PSA è consigliato dopo i 50 anni (o dai 45 in caso di familiarità).
A questi si aggiungono, su indicazione del medico, la visita dermatologica annuale per il controllo dei nei — particolarmente raccomandata per chi ha una carnagione chiara o un’intensa esposizione solare — e la visita oculistica, spesso trascurata ma fondamentale per intercettare glaucoma e retinopatia.
La visita cardiologica e l’elettrocardiogramma
Dopo i 40 anni, un elettrocardiogramma a riposo dovrebbe far parte dei controlli di routine, anche in assenza di sintomi. Se si pratica attività fisica intensa, è consigliabile associarlo a un test da sforzo. La visita cardiologica diventa prioritaria in presenza di familiarità per malattie cardiovascolari, ipertensione già diagnosticata o valori di colesterolo fuori norma.
La salute delle ossa: un tema da non sottovalutare
La densitometria ossea (MOC) è raccomandata per le donne dopo la menopausa, ma può essere utile anche prima in presenza di fattori di rischio come fumo, uso prolungato di corticosteroidi o basso apporto di calcio. Per gli uomini, il tema si pone generalmente dopo i 60 anni, ma chi ha una familiarità con l’osteoporosi dovrebbe anticipare il controllo.
Prevenzione non significa ansia
Fare controlli regolari non significa vivere nell’attesa di una brutta notizia. Significa esattamente il contrario: avere dati obiettivi sulla propria salute, intervenire quando i margini di manovra sono ampi, e affrontare gli anni che vengono con consapevolezza invece che con preoccupazione.
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Fonti: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, linee guida screening oncologici ONS.







