SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Cinque notizie in cinque minuti
Luce naturale alleata del cervello: uno studio la collega a un minor rischio di demenza
Trascorrere più tempo all’aria aperta durante il giorno potrebbe contribuire a ridurre il rischio di sviluppare demenza. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista General Psychiatry e condotto dall’Università di Medicina di Guangzhou, in Cina, che ha analizzato il rapporto tra esposizione alla luce naturale e salute del cervello.
I ricercatori hanno monitorato 87.577 adulti attraverso smartwatch in grado di misurare l’esposizione alla luce durante la giornata. Nel corso di un follow-up medio di 8,1 anni, 741 partecipanti hanno sviluppato una forma di demenza. I risultati mostrano che un’esposizione media alla luce diurna superiore a 1.000 lux è associata a una riduzione del 16% del rischio di demenza, mentre trascorrere almeno parte della giornata con un’esposizione superiore a 5.000 lux potrebbe offrire un’ulteriore protezione. Al contrario, un’esposizione inferiore a 0,7 ore al giorno a luce intensa è risultata uno dei principali fattori predittivi della malattia.
Secondo gli autori dello studio, l’esposizione alla luce diurna potrebbe rappresentare un nuovo indicatore del rischio di demenza e rafforza l’importanza di uno stile di vita che favorisca il tempo trascorso all’aperto. Saranno necessari ulteriori studi per confermare questi risultati, ma la ricerca aggiunge nuove evidenze sul ruolo che le abitudini quotidiane possono avere nella prevenzione del declino cognitivo.
Dopo un infarto o un ictus, un paziente su tre interrompe i controlli
Il percorso di cura non si conclude con la dimissione dall’ospedale. Secondo un’indagine promossa da Novartis e realizzata da IQVIA, circa un italiano su tre che ha avuto un infarto, un ictus o un episodio acuto di arteriopatia periferica non segue correttamente i controlli e le terapie, aumentando il rischio di nuovi eventi cardiovascolari.
La ricerca, condotta su 309 pazienti con ipercolesterolemia e un precedente evento cardiovascolare, evidenzia come le cause dell’abbandono dei percorsi di cura siano diverse. Il 23% tende a sottovalutare il rischio residuo, mentre il 27%, pur essendo consapevole della propria condizione, fatica a mantenere un rapporto costante con il medico e a rispettare il programma di controlli. Per questo prende il via la nuova edizione della campagna “Da Quore a Cuore”, che invita i pazienti a monitorare regolarmente il colesterolo LDL e a non trascurare il follow-up.
Gli specialisti ricordano che, dopo un evento cardiovascolare, il rischio rimane elevato anche in assenza di sintomi. Le linee guida raccomandano infatti di mantenere il colesterolo LDL sotto i 55 mg/dL nei pazienti a più alto rischio, affiancando alla terapia farmacologica controlli periodici e un costante dialogo con il medico curante.
Un numero verde unico per tutte le dipendenze
Da oggi è attivo il Numero Verde Dipendenze 800 940 789, il nuovo servizio nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità pensato per offrire informazioni e orientamento a chi affronta problemi legati alle dipendenze. Il servizio, gratuito e anonimo, è finanziato dal Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le altre Dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è accessibile sia da telefono fisso sia da cellulare.
Il nuovo numero riunisce in un’unica linea i servizi di consulenza già dedicati a droghe, fumo, alcol, gioco d’azzardo e doping, introducendo anche una nuova linea specialistica per le dipendenze da Internet e dalle tecnologie digitali, un fenomeno in costante crescita soprattutto tra giovani e adolescenti. A rispondere sono psicologi, ricercatori e professionisti specializzati, che orientano gli utenti verso il percorso di supporto più adeguato.
Restano attivi anche i singoli numeri verdi già esistenti, mentre il nuovo servizio rappresenta un punto di accesso unico per facilitare cittadini e famiglie. L’iniziativa si affianca alle piattaforme informative dell’Istituto Superiore di Sanità dedicate alle dipendenze, con l’obiettivo di rendere più semplice l’accesso a informazioni scientificamente validate e ai servizi presenti sul territorio.
A Candiolo nasce la più grande biobanca vivente italiana
L’Istituto Nazionale Oncologico Candiolo ha annunciato la realizzazione della più grande biobanca vivente italiana dedicata alla ricerca. La nuova struttura, che si estenderà su 3.000 metri quadrati, conserverà campioni biologici come tessuti, plasma, DNA, sangue, saliva e feci, creando un patrimonio di dati fondamentale per lo sviluppo della medicina di precisione.
La biobanca sarà il cuore del progetto BioLife, una piattaforma che integrerà ricerca biologica, dati clinici e nuove tecnologie. Tra gli obiettivi c’è la possibilità di ricreare in laboratorio modelli dei tumori dei pazienti, per studiarne il comportamento e testare su larga scala nuovi farmaci, individuando le terapie più efficaci in base alle caratteristiche molecolari di ciascun caso.
Il progetto punta inoltre a sviluppare un passaporto farmacogenomico, una sorta di carta d’identità genetica che consentirà di prevedere come ogni paziente metabolizza i farmaci. L’obiettivo è rendere le cure sempre più personalizzate, migliorando l’efficacia dei trattamenti e riducendo il rischio di terapie non adatte, non solo in oncologia ma anche in altri ambiti della medicina.
Al Gemelli una nuova sperimentazione contro il tumore ovarico avanzato
Il Policlinico Gemelli di Roma è l’unico centro italiano coinvolto in uno studio clinico internazionale che valuta una nuova strategia terapeutica per il trattamento del tumore ovarico avanzato con carcinosi peritoneale. La sperimentazione punta a verificare l’efficacia di un radiofarmaco somministrato subito dopo l’intervento chirurgico, con l’obiettivo di eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre il rischio di recidiva.
Il trattamento prevede un’unica somministrazione del radiofarmaco attraverso un catetere intraperitoneale entro pochi giorni dall’intervento. Lo studio coinvolge 10 centri tra Europa, Regno Unito e Stati Uniti e prevede l’arruolamento di 102 pazienti, che riceveranno il trattamento sperimentale o un placebo in associazione alla chemioterapia. Il completamento del follow-up è previsto nel 2029.
Secondo i ricercatori, i primi studi condotti nelle pazienti con tumore ovarico recidivante hanno mostrato risultati incoraggianti in termini di efficacia e sicurezza. Se questi dati saranno confermati, il nuovo approccio potrebbe offrire un’ulteriore opzione terapeutica per una patologia che, ancora oggi, presenta prospettive di cura particolarmente complesse.
Prevenzione e accesso alle cure
La ricerca scientifica e l’innovazione stanno aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nella cura di molte patologie, ma la salute passa anche da controlli regolari, diagnosi precoci e percorsi assistenziali tempestivi. Dalla prevenzione cardiovascolare alle cure oncologiche, fino al supporto per le dipendenze, poter accedere rapidamente ai servizi sanitari rappresenta un elemento fondamentale per migliorare gli esiti di salute.
Con Social Medical Care puoi accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1.500 centri convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.
Scopri tutti i vantaggi: https://socialmedicalcare.com/catalogo/
Fonti: ANSA Salute & Benessere · General Psychiatry · Istituto Superiore di Sanità · Istituto Nazionale Oncologico Candiolo · Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli -IRCCS.






