SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Liste d’attesa: 720 giorni per una colonscopia, due decreti ancora mancanti. La riforma è partita, ma zoppica
A 18 mesi dalla legge 107/2024 sulle liste d’attesa, la Fondazione GIMBE segnala che la riforma è avviata ma incompleta: mancano ancora due dei sei decreti attuativi previsti, quello sul fabbisogno di personale e quello sulle linee guida per la gestione dei CUP. I dati raccolti da Cittadinanzattiva sono impietosi: fino a 360 giorni per una TAC al torace, 540 per una risonanza all’encefalo, 720 per una colonscopia. Nel 2024, secondo ISTAT, quasi una persona su dieci ha rinunciato a visite o esami specialistici soprattutto per i tempi di attesa. Il 73% degli italiani lo considera la criticità numero uno del SSN. Il Ministero punta a recuperare con 143,5 milioni stanziati per le prestazioni aggiuntive del personale nel 2026, ma le disparità tra Regioni restano abissali.
Screening oncologici: 238 milioni l’anno e nuove fasce d’età. La mammografia arriva a 49 e 74 anni
La Legge di Bilancio 2026 stanzia 238 milioni di euro annui in via permanente per potenziare la prevenzione oncologica, con una novità attesa da anni: lo screening mammografico viene esteso alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni, e quello per il tumore del colon-retto fino ai 74 anni. Inclusi anche i test genomici NGS per i tumori al seno avanzati e la TC torace per i fumatori a rischio (programma RISP). L’AIRC sottolinea che si tratta di un passaggio cruciale per ridurre la mortalità nelle fasce d’età finora escluse. L’ombra è l’attuazione: al Sud solo il 45% delle donne riceve l’invito alla mammografia e il 18% il test per il colon-retto, contro medie ben più alte al Nord. I fondi ci sono; la parità territoriale no.
Salute mentale: dopo 27 anni arriva un Piano nazionale con i fondi. Ma 80 milioni bastano appena
Il 29 dicembre 2025 la Conferenza Unificata ha approvato il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 (PANSM), il primo documento programmatico realmente cogente dopo l’ormai lontano DPR del 1999. La Legge di Bilancio 2026 lo finanzia con 80 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 90 nel 2028 — 260 milioni complessivi in tre anni. Il Piano punta sul rafforzamento dei Dipartimenti di Salute Mentale, sulla continuità di cura dall’infanzia all’età adulta e sull’inserimento stabile dello psicologo nel SSN. Ma i critici, a partire da Anaao Assomed, sollevano il nodo del personale: servirebbero 15.000 nuovi operatori per colmare i vuoti; con i fondi attuali se ne potranno assumere al massimo 450. Nel frattempo 2 milioni di italiani con disturbi mentali severi restano senza presa in carico.
L’IA è già in tutti gli ospedali del mondo. Ma solo il 10% funziona davvero su scala nazionale
Il report OCSE “Scaling Artificial Intelligence in Health” (2026) fotografa un paradosso globale: l’intelligenza artificiale è presente nei sistemi sanitari di tutti i Paesi membri, ma solo il 10% delle applicazioni di imaging diagnostico è adottato su scala nazionale. Dove funziona, i risultati sono concreti: l’IA abbatte fino all’85,8% il tempo dedicato alla documentazione amministrativa, liberando ore di lavoro clinico. Ma la governance è debole, i dati frammentati, le competenze scarse. Il rischio reale è che l’IA aumenti le diseguaglianze: i grandi centri tecnologicamente attrezzati accelerano, i piccoli ospedali restano al palo. Per l’Italia, la diagnosi è chiara: sperimentazioni diffuse sì, strategia pubblica strutturata ancora no. Servono regole comuni entro fine 2026.
La farmacia sotto casa diventa il nuovo ospedale di prossimità: nuove categorie di farmaci fuori dalla distribuzione ospedaliera
Entro il 30 marzo il sottosegretario Gemmato ha annunciato il trasferimento di nuove categorie di farmaci dalla distribuzione diretta ospedaliera alle farmacie territoriali convenzionate, proseguendo la “rivoluzione gentile” già avviata con glifozine e gliptine per i pazienti diabetici. Secondo il rapporto Censis-Federfarma 2026, il 94% degli italiani approva il modello e il 97,2% considera la farmacia un presidio essenziale per la comunità. I numeri danno ragione alla riforma: il passaggio ha già generato un risparmio di 9,2 milioni di euro in un trimestre — 36 milioni in proiezione annua — senza aumentare la spesa complessiva del SSN, ma semplicemente ricollocandola. Per i 27 milioni di italiani con malattie croniche, non dover più andare in ospedale per ritirare i farmaci significa meno spostamenti, meno attese e — dimostrano i dati — maggiore aderenza alla terapia.
Prevenzione e accesso alle cure
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita. Effettuare controlli periodici e accedere tempestivamente a visite specialistiche consente di intervenire in modo precoce su molte patologie. Con Social Medical Care è possibile accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1500 centri sanitari convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.
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