Rassegna stampa Sanità e Benessere – 9 Settembre 2026

SANITÀ IN PRIMA PAGINA

Cinque notizie in cinque minuti

Invecchiamento, non basta contare le malattie per valutare il rischio dell’anziano

La multimorbidità, cioè la presenza contemporanea di due o più patologie croniche, è molto frequente nella popolazione anziana, ma il semplice numero delle malattie non è sufficiente a definire il rischio clinico. È soprattutto il modo in cui le diverse patologie si combinano e interagiscono a determinare bisogni, prognosi e risposta agli interventi.

Lo evidenzia uno studio dei ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, pubblicato su Nature Aging, che ha analizzato quasi 1.200 persone di almeno 70 anni con fragilità fisica, sarcopenia e almeno due patologie croniche. L’analisi ha identificato quattro principali profili di multimorbidità: aspecifico, respiratorio, psichiatrico e cardiometabolico, mostrando differenze anche nel beneficio ottenuto dagli interventi preventivi.

Il risultato rafforza la necessità di una medicina geriatrica più personalizzata: due persone con lo stesso numero di malattie possono presentare rischi e bisogni molto diversi. Per prevenire la disabilità diventa quindi fondamentale considerare non soltanto le diagnosi, ma anche funzione fisica, capacità di movimento e interazione tra le patologie, intervenendo prima che la fragilità evolva in perdita dell’autonomia.

Xenotrapianto, un rene di maiale permette a un paziente di vivere nove mesi senza dialisi

Un rene di maiale geneticamente modificato ha consentito a un uomo di 66 anni con grave insufficienza renale di rimanere 271 giorni senza dialisi, fino a rendere possibile il successivo trapianto di un organo umano. Il caso, descritto su The Lancet, rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo dello xenotrapianto come possibile soluzione alla carenza di organi disponibili.

L’uomo, affetto da insufficienza renale associata al diabete e in attesa di trapianto, presentava condizioni cliniche che rendevano incerti i tempi di accesso a un organo umano. Nel gennaio 2025 è stato quindi sottoposto al trapianto sperimentale di un rene suino geneticamente modificato per ridurre il rischio di incompatibilità e rigetto. L’organo ha inizialmente funzionato, mentre i problemi immunologici sono stati gestiti con la terapia.

Dopo circa sei mesi sono però comparsi problemi vascolari che hanno progressivamente compromesso il funzionamento del rene, portando alla sua rimozione dopo nove mesi. Il paziente è tornato temporaneamente alla dialisi, ma il tempo guadagnato dallo xenotrapianto gli ha permesso di ricevere successivamente un rene umano. I ricercatori considerano quindi lo xenotrapianto non ancora una soluzione definitiva, ma una possibile strategia-ponte per mantenere il paziente libero dalla dialisi fino al trapianto umano.

Melanoma, circa 800 casi l’anno interessano cuoio capelluto e unghie

In Italia sono circa 800 ogni anno le diagnosi di melanoma che interessano il cuoio capelluto e l’apparato ungueale, due sedi particolarmente difficili da controllare e nelle quali una lesione può passare inosservata a lungo. Per favorire una diagnosi più precoce, la Fondazione Melanoma propone di coinvolgere parrucchieri ed estetisti nella prevenzione, trasformandoli in possibili sentinelle durante le normali attività professionali.

Secondo Paolo Ascierto, il distretto testa-collo, pur rappresentando soltanto il 9% della superficie corporea, concentra circa il 20% dei melanomi diagnosticati in Italia. Oltre un terzo di questi interessa direttamente il cuoio capelluto, dove i capelli possono nascondere la lesione e rendere difficile l’autocontrollo. Particolarmente rilevante è anche il melanoma della matrice ungueale, raro ma aggressivo, con circa 130-300 casi l’anno.

Una macchia scura nuova, asimmetrica o irregolare sul cuoio capelluto, oppure una banda longitudinale scura sull’unghia che cambia nel tempo, può rappresentare un segnale da sottoporre a valutazione dermatologica. L’iniziativa punta quindi sulla diagnosi tempestiva attraverso una rete di osservazione più ampia, senza trasformare i professionisti beauty in diagnostici improvvisati: il loro ruolo è riconoscere eventuali anomalie e indirizzare la persona al medico

Fentanyl, in arrivo nuove regole per sicurezza e tracciabilità negli ospedali

Dopo il furto di 80 fiale di fentanyl avvenuto lo scorso giugno all’Ospedale Israelitico di Roma, il Ministero della Salute sta lavorando a un decreto per rafforzare le procedure di custodia e tracciabilità dei medicinali stupefacenti nelle strutture sanitarie. La bozza, trasmessa alle Regioni, potrebbe arrivare alla Conferenza Stato-Regioni nella riunione del 10 settembre.

Il provvedimento introduce standard minimi uniformi per farmacie ospedaliere e territoriali, magazzini, strutture penitenziarie e servizi veterinari. Tra le misure previste figurano casseforti certificate, sistemi di allarme, accessi elettronici nominativi, videosorveglianza e verifica delle giacenze almeno ogni 48 ore. Ogni passaggio di chiavi o credenziali dovrà inoltre essere tracciato e il trasporto interno dei farmaci dovrà avvenire attraverso contenitori antieffrazione sigillati.

In caso di furto, manomissione o ammanco, sarà obbligatoria una comunicazione tempestiva, entro 12 ore, al responsabile della struttura, accompagnata dal conteggio straordinario delle scorte e dalla segnalazione all’Agenzia Italiana del Farmaco. Le strutture avranno 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto per adeguarsi alle nuove procedure.

La stretta nasce dall’allarme legato alla crescente attenzione sul fentanyl, un oppioide sintetico con una potenza narcotica 50-100 volte superiore a quella della morfina, utilizzato in ambito anestesiologico e nel trattamento del dolore cronico e oncologico. La bozza ha però già suscitato critiche da parte dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, che contesta l’estensione delle nuove disposizioni alle strutture veterinarie, ritenendola un eccesso regolatorio rispetto ai rischi effettivamente riscontrati.

Ozonoterapia insieme all’antibiotico, risultati promettenti contro i batteri resistenti

Un protocollo italiano che associa l’ozonoterapia alla terapia antibiotica potrebbe offrire una nuova strategia nel contrasto alle infezioni sostenute da microrganismi multiresistenti, una delle principali sfide per la medicina contemporanea. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Antibiotics, condotto su 257 pazienti con infezioni da batteri multidrug-resistant (MDR) nei quali il trattamento antibiotico risultava inefficace.

Secondo i ricercatori, l’applicazione del protocollo ha portato a una rapida e marcata riduzione della carica batterica, accompagnata da un miglioramento degli indici infiammatori durante il periodo di follow-up. L’ipotesi alla base dell’approccio è che l’ozonoterapia possa contribuire a modificare le condizioni che rendono inefficace l’antibiotico, favorendone nuovamente l’azione contro i microrganismi resistenti.

Gli autori sottolineano però che l’ozonoterapia non viene proposta come sostituto dell’antibiotico, ma come trattamento associato. Il possibile interesse del protocollo risiede quindi proprio nella combinazione delle due strategie, in un momento in cui la crescente diffusione dell’antibiotico-resistenza rende sempre più difficile il trattamento di alcune infezioni. I risultati sono interessanti, ma vanno interpretati nel contesto dello studio e richiedono ulteriori conferme per stabilire quanto questo approccio possa trovare applicazione nella pratica clinica.

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Fonti:Università Cattolica del Sacro Cuore, Nature Aging, Progetto SPRINTT, Società Europea di Cardiologia (ESC), Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), Società Italiana di Cardiologia (SIC), Massachusetts General Hospital, The Lancet, Fondazione Melanoma, Università degli Studi di Napoli Federico II, Società Scientifica di Ossigeno-Ozonoterapia (SIOOT), Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Antibiotics, Ministero della Salute, Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Conferenza Stato-Regioni, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

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