Rassegna stampa Sanità e Benessere – 11 Settembre 2026

SANITÀ IN PRIMA PAGINA

Cinque notizie in cinque minuti

Carie, 2,7 miliardi di persone colpite nel mondo

Con circa 2,7 miliardi di persone interessate, la carie dentale è la malattia non trasmissibile più diffusa al mondo. Il dato richiama l’attenzione sulla dimensione della salute orale come problema di sanità pubblica: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le malattie della bocca coinvolgono complessivamente oltre 3,5 miliardi di persone e possono avere ripercussioni che vanno oltre il cavo orale, incidendo sullo stato di salute generale.

L’OMS ha elaborato nei mesi scorsi nuove linee guida con l’obiettivo di favorire la copertura sanitaria universale per la salute orale entro il 2030. La prevenzione della carie e delle altre patologie del cavo orale diventa quindi parte di una strategia più ampia, che comprende accesso alle cure, prevenzione e integrazione della salute orale nelle politiche sanitarie. Un tema particolarmente rilevante in presenza di forti differenze nell’accesso ai servizi odontoiatrici.

In questo scenario si inserisce anche l’attività di normazione tecnica del settore. Dal 14 al 18 settembre Roma ospiterà l’annual meeting ISO/Tc 106 “Dentistry”, organizzato da Unidi e Uni, con oltre 350 esperti provenienti da 44 Paesi. L’incontro sarà dedicato allo sviluppo e all’aggiornamento degli standard internazionali per dispositivi e tecnologie odontoiatriche, a conferma della crescente attenzione verso sicurezza, qualità e innovazione nell’assistenza orale.

A Singapore un nuovo metodo per intercettare prima la sepsi

Un’équipe del Tan Tock Seng Hospital di Singapore ha sviluppato un nuovo processo clinico per individuare e trattare la sepsi con maggiore anticipo rispetto alle procedure tradizionali. Il sistema integra algoritmi predittivi nelle cartelle cliniche elettroniche e analizza le variazioni dei parametri vitali per identificare segnali compatibili con un rischio di sepsi anche diverse ore prima della comparsa dei sintomi più evidenti.

Il modello consente di generare allerte automatiche che possono spingere il personale sanitario a effettuare tempestivamente ulteriori valutazioni e ad avviare il trattamento. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per riconoscere la condizione e iniziare le terapie, evitando che l’infezione progredisca fino a compromettere la funzionalità degli organi. Nella sepsi, infatti, la rapidità dell’intervento rappresenta uno degli elementi determinanti per limitare le conseguenze più gravi.

L’esperienza di Singapore mostra quindi come l’utilizzo sistematico dei dati raccolti nelle cartelle cliniche possa affiancare il personale sanitario nell’individuazione precoce dei pazienti a rischio. L’impiego di strumenti predittivi non sostituisce la valutazione clinica, ma può fornire un segnale d’allerta anticipato e contribuire a rendere più tempestivo il percorso diagnostico-terapeutico, soprattutto nelle situazioni in cui il deterioramento può essere rapido.

Assistenti sanitari, tre strategie per ridurre il divario nelle vaccinazioni dei bambini

Informare meglio le famiglie, ascoltare i loro dubbi e rafforzare i servizi territoriali sono le tre strategie indicate dalla Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Fno Tsrm e Pstrp per ridurre le differenze nella copertura vaccinale pediatrica. I dati del Ministero della Salute relativi ai bambini nati nel 2023 mostrano infatti una situazione ancora molto disomogenea tra le diverse aree del Paese, con 13 Regioni e Province autonome sotto la soglia del 95% per la vaccinazione esavalente.

Le differenze sono particolarmente evidenti in Sicilia, dove la copertura raggiunge l’85,88%, e nella Provincia autonoma di Bolzano, con l’87,39%. Secondo gli Assistenti sanitari, una delle priorità è contrastare la disinformazione attraverso la vaccine literacy, aiutando le famiglie a riconoscere le fonti affidabili e a valutare correttamente le informazioni sui vaccini. Accanto all’informazione viene considerato fondamentale il colloquio pre-vaccinale, che dovrebbe diventare un momento reale di ascolto e confronto e non soltanto un passaggio burocratico.

La terza direttrice riguarda il rafforzamento del personale dei Dipartimenti di prevenzione, attraverso un numero adeguato di professionisti in grado di informare, intercettare i bisogni e garantire una maggiore presenza sul territorio. L’obiettivo è affrontare le disuguaglianze vaccinali non soltanto aumentando l’adesione alle singole vaccinazioni, ma rendendo più capillare e uniforme la capacità del Servizio sanitario di accompagnare le famiglie nelle scelte di prevenzione.

Leucemia acuta pediatrica, identificato un possibile bersaglio terapeutico

Un’alterazione del gene Pax5 identifica un sottogruppo di bambini con leucemia linfoblastica acuta caratterizzato da un andamento clinico più grave. Lo evidenzia uno studio pubblicato su Blood, condotto dai ricercatori della Fondazione Tettamanti nell’ambito di una collaborazione internazionale con centri italiani, tedeschi e austriaci. La ricerca ha inoltre individuato una possibile vulnerabilità delle cellule tumorali che potrebbe essere sfruttata per sviluppare nuove strategie terapeutiche.

I ricercatori hanno analizzato 159 pazienti nei quali il gene Pax5 risultava riarrangiato, cioè fuso in modo anomalo con un altro gene. Questi bambini presentavano già alla diagnosi caratteristiche associate a un rischio maggiore, tra cui una conta più elevata dei globuli bianchi. Pax5 è coinvolto nello sviluppo e nella maturazione dei linfociti B e rappresenta uno dei geni più frequentemente alterati nella leucemia linfoblastica acuta.

Lo studio ha mostrato inoltre che le cellule leucemiche con riarrangiamento di Pax5 producono quantità elevate della proteina FLT3 e, nei modelli preclinici, risultano particolarmente sensibili al gilteritinib, un farmaco già utilizzato contro altre forme di leucemia. Il risultato è ancora sperimentale e dovrà essere verificato attraverso ulteriori studi, ma individua un possibile bersaglio terapeutico e apre alla prospettiva di trattamenti maggiormente personalizzati per questo sottogruppo di pazienti.

Telemedicina nelle farmacie rurali, Agenas pubblica le linee di indirizzo

Agenas ha pubblicato in consultazione le nuove linee di indirizzo per l’erogazione dei servizi di telemedicina nelle farmacie convenzionate, con l’obiettivo di integrare questi presidi nella rete dell’assistenza territoriale. Il modello è rivolto in particolare alle aree rurali e interne, dove la farmacia può diventare un punto di accesso a televisite e teleconsulti, riducendo gli spostamenti e facilitando l’assistenza soprattutto per pazienti cronici e fragili.

Le linee di indirizzo prevedono un raccordo strutturato tra le farmacie, i medici di medicina generale, gli specialisti, i distretti e le Case della Comunità. Dal punto di vista tecnologico, le infrastrutture regionali di telemedicina dovranno dialogare con la Piattaforma Nazionale di Telemedicina progettata da Agenas, permettendo la gestione sicura, interoperabile e tracciata dei dati clinici e dei referti, anche attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico.

Il progetto punta quindi a trasformare la farmacia convenzionata in un nodo sempre più integrato dell’assistenza di prossimità, con un ruolo non limitato alla dispensazione dei farmaci. La possibilità di effettuare alcuni servizi a distanza direttamente sul territorio potrebbe facilitare l’accesso alle cure nelle zone più periferiche, favorire la continuità assistenziale per i pazienti fragili e contribuire anche alla riduzione degli spostamenti e della pressione sulle strutture sanitarie.

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Fonti: Agenas, Federfarma, Fondazione Tettamanti, Blood, Fno Tsrm e Pstrp, Ministero della Salute, Tan Tock Seng Hospital, Organizzazione Mondiale della Sanità, Unidi, Uni, ISO.

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