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Cinque notizie in cinque minuti
Medici di famiglia in sciopero: il nodo delle Case della Comunità
I medici di famiglia convenzionati aderenti al Sindacato Medici Italiani (SMI) hanno incrociato le braccia oggi e domani in tutto il territorio nazionale per contestare l’accordo stralcio sulle Case della Comunità sottoscritto lo scorso 23 giugno. Al centro della protesta c’è soprattutto l’introduzione del cosiddetto “debito orario”, che prevede per i medici un monte ore da svolgere all’interno delle Case della Comunità.
Secondo lo SMI, questo modello rischia di modificare profondamente l’organizzazione dell’assistenza territoriale, sottraendo tempo agli studi medici di prossimità e alle visite domiciliari e incidendo sul rapporto diretto tra medico di famiglia e paziente. In Campania il sindacato ha organizzato un presidio davanti alla sede Rai di Napoli, chiedendo la revisione dell’accordo e l’apertura di un nuovo tavolo contrattuale.
Tra le richieste avanzate figurano l’introduzione di un doppio canale su base volontaria, che consenta ai professionisti di scegliere tra il modello convenzionato e quello della dipendenza, maggiori finanziamenti per la sanità pubblica, l’avvio della scuola di specializzazione universitaria in Medicina Generale e un piano straordinario di assunzioni per il 118.
Il sindacato chiede inoltre il riconoscimento di alcune tutele contrattuali considerate fondamentali, tra cui ferie, malattia, infortuni e maternità. La questione delle Case della Comunità si inserisce così in un confronto più ampio sul futuro della medicina territoriale e sul modo in cui integrare la medicina generale nella nuova organizzazione dell’assistenza di prossimità.
Tumore del polmone, una nuova terapia riduce del 37% il rischio di progressione
Una nuova possibilità terapeutica potrebbe cambiare il trattamento di prima linea di alcuni pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato e caratterizzato da una mutazione di HER2. I risultati dello studio di fase 3 DESTINY-Lung04 hanno mostrato che trastuzumab deruxtecan è associato a una riduzione del 37% del rischio di progressione della malattia rispetto alla terapia standard basata su chemioterapia e pembrolizumab.
La sopravvivenza libera da progressione mediana è risultata pari a 14,3 mesi con trastuzumab deruxtecan, contro gli 8,3 mesi osservati nel gruppo trattato con la terapia standard. Anche il tasso di risposta obiettiva ha evidenziato una differenza significativa: il 70% dei pazienti ha risposto al trattamento sperimentale, rispetto al 44,5% registrato con pembrolizumab associato alla chemioterapia.
Il risultato assume particolare rilievo perché il carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione di HER2 rappresenta una forma aggressiva della malattia e le attuali terapie di prima linea possono avere un’efficacia limitata. La mutazione interessa circa il 4% dei pazienti con questo tipo di tumore.
Trastuzumab deruxtecan è un farmaco costituito dall’associazione di un anticorpo monoclonale con un agente citotossico. Il meccanismo consente di indirizzare il trattamento verso le cellule tumorali che presentano il bersaglio molecolare, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia della terapia e limitare il coinvolgimento dei tessuti sani.
I risultati dello studio indicano quindi una possibile evoluzione dell’approccio terapeutico per una specifica popolazione di pazienti, anche se il profilo di sicurezza osservato è risultato complessivamente coerente con quello già noto per il farmaco.
Telechirurgia robotica, per la prima volta in Italia interventi a distanza tra due ospedali
La chirurgia robotica a distanza entra nella pratica clinica italiana con due interventi eseguiti tra strutture del gruppo Gemelli di Roma. Per la prima volta nel nostro Paese, due pazienti italiani sono stati sottoposti a intervento da parte di chirurghi italiani che si trovavano in una sede diversa rispetto alla sala operatoria.
I due interventi hanno riguardato la rimozione di un tumore del colon e di un tumore della prostata. I pazienti erano al Policlinico Gemelli, mentre i chirurghi Sergio Alfieri e Bernardo Rocco hanno operato dalla console della piattaforma robotica installata presso l’ospedale Isola Tiberina, a oltre dieci chilometri di distanza.
L’esperienza rappresenta l’avvio di un nuovo programma di telechirurgia robotica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, pensato per mettere in rete competenze specialistiche e tecnologie chirurgiche tra diverse strutture sanitarie.
Per gli interventi è stata utilizzata la piattaforma Toumai Laparoscopic Surgical System, che nel giugno scorso ha ottenuto la certificazione CE dell’Unione europea per la chirurgia laparoscopica a distanza. Il programma prevede, in questa prima fase, la realizzazione di 20 interventi.
La prospettiva è quella di utilizzare la telechirurgia per rendere disponibili competenze altamente specialistiche anche a pazienti che si trovano lontano dai grandi centri ospedalieri. Un modello che potrebbe assumere particolare rilevanza nei territori con un accesso più limitato a determinate professionalità, fino ad arrivare, in futuro, a possibili collaborazioni internazionali.
Smog e salute degli occhi: fino al 70% in più di rischio di glaucoma nelle aree più inquinate
L’inquinamento atmosferico potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di rischio per la salute degli occhi. Una revisione sistematica e meta-analisi presentata al 44° Congresso della Società Europea dei Chirurghi della Cataratta e Refrattivi ha analizzato 41 studi osservazionali, valutando il rapporto tra esposizione a diversi inquinanti atmosferici e comparsa di patologie oculari.
Particolare attenzione è stata dedicata al particolato fine, tra cui PM₂.₅ e PM₁₀, oltre a biossido di azoto, biossido di zolfo, ozono e monossido di carbonio. I risultati indicano che le persone residenti nelle aree con livelli più elevati di inquinamento atmosferico presentano un rischio maggiore di sviluppare glaucoma e cataratta.
Per il glaucoma, nelle zone maggiormente inquinate il rischio è risultato fino al 70% superiore rispetto alle aree meno esposte. L’analisi ha inoltre evidenziato che, per ogni incremento significativo dell’esposizione all’inquinamento, il rischio di glaucoma aumenta di circa l’8%, mentre quello di cataratta cresce di circa il 4%.
Il possibile meccanismo potrebbe essere legato all’infiammazione e allo stress ossidativo provocati dall’esposizione prolungata alle particelle fini. Il glaucoma può coinvolgere il nervo ottico, mentre la cataratta interessa il cristallino. Gli occhi, inoltre, sono direttamente esposti all’ambiente esterno attraverso la superficie oculare, rendendo plausibile un’interazione con gli inquinanti presenti nell’aria.
Le evidenze sulla degenerazione maculare senile risultano invece meno uniformi e non consentono, allo stato attuale, di delineare un’associazione altrettanto chiara.
Il fisioterapista arriva in farmacia: nel Lazio parte un progetto pilota
La farmacia si prepara a diventare un nuovo punto di accesso anche per l’orientamento alla riabilitazione. Nel Lazio partirà a ottobre il progetto sperimentale “Fisioterapista in farmacia”, realizzato in collaborazione tra Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, Federfarma, Assofarm e Ordine dei Farmacisti di Roma.
Il progetto coinvolgerà inizialmente 30 farmacie, nelle quali saranno presenti fisioterapisti con il compito di offrire ai cittadini orientamento, supporto e una prima valutazione dei bisogni riabilitativi.
L’iniziativa punta a valorizzare la farmacia come presidio sanitario di prossimità, sfruttando la sua capillarità e la facilità di accesso per intercettare precocemente le necessità dei cittadini. La valutazione sarà supportata anche da questionari standardizzati sviluppati in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze della Sapienza Università di Roma.
Il progetto si inserisce in una visione sempre più ampia della fisioterapia, non limitata al tradizionale ambito ortopedico, ma estesa anche alla prevenzione e alla gestione di condizioni cardiovascolari, neurologiche, oncologiche e pneumologiche.
Nel corso delle iniziative organizzate per la Giornata Mondiale della Fisioterapia è stato inoltre sottolineato il ruolo crescente della tecnologia e dell’intelligenza artificiale come strumenti di supporto alla professione, senza sostituire la competenza e la relazione del professionista.
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Fonti: ANSA; Sindacato Medici Italiani; Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS; Women Against Lung Cancer in Europe; Istituto Europeo di Oncologia; Società Europea dei Chirurghi della Cataratta e Refrattivi; Ordine dei Fisioterapisti del Lazio; Federfarma; Assofarm; Sapienza Università di Roma.








