Rassegna stampa Sanità e Benessere – 2 Ottobre 2026

SANITÀ IN PRIMA PAGINA

Cinque notizie in cinque minuti

Nuovi Lea, 800 nuove prestazioni e terapie: dalla prevenzione oncologica alle malattie rare

L’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza entra ufficialmente in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei nuovi provvedimenti che ampliano il perimetro delle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale. Il nuovo sistema comprende circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie e interviene in diversi ambiti, dalla prevenzione all’oncologia, dalle malattie rare e croniche ai dispositivi medici e alle protesi. L’aggiornamento arriva dopo un lungo intervallo: il precedente Dpcm risaliva al 2001, mentre l’ultimo aggiornamento era stato approvato nel 2017 e ha trovato piena applicazione soltanto nel 2024 con il decreto tariffe.

Tra le novità figura l’ampliamento dello screening neonatale e l’introduzione di nuove prestazioni per una caratterizzazione più precisa di alcuni tumori, compresi quelli della mammella. Sono inoltre previste nuove prestazioni ed esenzioni per persone con malattie croniche e rare. L’obiettivo dichiarato è adeguare l’assistenza alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche che nel frattempo sono entrate nella pratica clinica.

Per l’aggiornamento sono previsti circa 200 milioni di euro l’anno. Il Ministero della Salute sottolinea anche la necessità di rendere più uniforme l’applicazione delle prestazioni nelle diverse Regioni, uno dei punti storicamente più complessi del sistema sanitario italiano.

Il provvedimento ha ricevuto valutazioni positive da diverse organizzazioni sanitarie, ma sono state espresse anche preoccupazioni sulla disponibilità delle risorse e sulla capacità organizzativa necessaria a garantire concretamente le nuove prestazioni. Il passaggio dai nuovi diritti previsti sulla carta alla loro effettiva disponibilità sul territorio sarà quindi uno degli aspetti centrali della loro applicazione.

Dallo spazio alla medicina terrestre: due studi italiani approfondiscono gli effetti dell’isolamento e dell’allettamento

Il corpo umano diventa un laboratorio per studiare gli effetti dell’assenza di gravità e dell’isolamento prolungato. Il Policlinico di Milano è stato selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea per partecipare a due studi dedicati alla medicina spaziale, con l’obiettivo non soltanto di proteggere la salute degli astronauti, ma anche di comprendere meglio alcuni processi che interessano i pazienti sulla Terra. I progetti sono sostenuti da un finanziamento di 250mila euro dell’Agenzia Spaziale Italiana e, tra gli otto studi europei approvati, sono gli unici a coinvolgere direttamente un centro ospedaliero.

Il primo studio utilizzerà il cosiddetto modello “Bed-rest”, basato sull’allettamento prolungato dei volontari per riprodurre alcuni effetti dell’assenza di gravità. In queste condizioni il corpo va incontro a decondizionamento muscolare, perdita di densità ossea e alterazioni cardiovascolari. Fenomeni che, con modalità diverse, possono interessare anche persone anziane o costrette a lunghi periodi di immobilità.

Il secondo progetto analizzerà invece gli effetti dell’isolamento prolungato. I volontari saranno osservati per 100 giorni, simulando alcune delle condizioni psicofisiche che potrebbero caratterizzare future missioni spaziali di lunga durata.

La ricerca potrebbe quindi offrire informazioni utili anche alla medicina terrestre, in particolare nello studio dell’atrofia muscolare, dell’osteoporosi e delle conseguenze dell’allettamento. Gli stessi ricercatori sottolineano tuttavia la necessità di cautela nel trasferire direttamente i risultati ottenuti su volontari giovani e sani a pazienti anziani e con più patologie.

Tumori urologici, 87mila nuove diagnosi ogni anno: ricerca punta su prevenzione e cure personalizzate

Sono circa 87mila ogni anno le nuove diagnosi di tumori della prostata, della vescica, del rene e del testicolo in Italia. Il dato è al centro del congresso nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia, in corso a Torino, dove oltre 250 specialisti si confrontano sulle nuove strategie diagnostiche e terapeutiche per le neoplasie dell’apparato genitourinario. Un settore particolarmente eterogeneo, nel quale le caratteristiche del tumore e lo stadio della malattia possono modificare in modo significativo il percorso di cura.

Uno dei temi principali riguarda la prevenzione. Per il tumore della prostata, che supera le 40mila diagnosi annuali, non esiste attualmente un programma nazionale organizzato di screening. Gli specialisti sottolineano quindi la necessità di utilizzare il PSA all’interno di percorsi condivisi, tenendo conto dell’età, delle condizioni cliniche, del rischio individuale e delle preferenze della persona, evitando un ricorso indiscriminato all’esame.

Il congresso affronta anche la qualità di vita dei pazienti che hanno superato la fase più delicata della malattia. Con il miglioramento delle terapie e l’aumento della sopravvivenza, diventano infatti sempre più importanti aspetti come la sessualità e il benessere della coppia, che possono essere compromessi dai trattamenti ma che oggi vengono considerati parte integrante della presa in carico.

Grande attenzione è inoltre rivolta alla medicina di precisione. Tra le tecnologie in studio c’è l’analisi del DNA tumorale circolante attraverso un semplice prelievo di sangue, che potrebbe contribuire in alcuni contesti al monitoraggio della malattia e alla definizione delle caratteristiche molecolari del tumore. Anche l’intelligenza artificiale viene studiata come strumento per integrare dati clinici, immagini e informazioni molecolari.

Farmaci e salute femminile, l’Ema prepara una nuova strategia per colmare il divario nella ricerca

La salute femminile entra al centro dell’agenda dell’Agenzia europea dei medicinali. Dopo un workshop organizzato a fine settembre ad Amsterdam, l’Ema ha annunciato l’intenzione di elaborare entro la fine del 2026 una nuova tabella di marcia dedicata allo sviluppo e alla regolamentazione dei medicinali per la salute delle donne. L’iniziativa nasce dalla constatazione, espressa dall’Agenzia, che le esigenze femminili non siano ancora sufficientemente rappresentate in diversi ambiti della ricerca farmacologica.

Durante l’incontro sono state individuate dieci priorità. Tra queste figurano un maggiore coinvolgimento delle donne negli studi clinici, la produzione di dati suddivisi per sesso e l’attenzione alle diverse fasi della vita, comprese gravidanza e allattamento. L’obiettivo è migliorare la quantità e la qualità delle evidenze disponibili per valutare efficacia, sicurezza e appropriatezza dei medicinali nella popolazione femminile.

La questione riguarda anche la disponibilità di dati provenienti dalla pratica clinica reale. L’Ema propone infatti di rafforzare le infrastrutture per la raccolta e l’analisi dei cosiddetti real-world data, così da integrare le informazioni provenienti dagli studi sperimentali con quelle osservate nella pratica quotidiana.

Al workshop hanno partecipato oltre cento rappresentanti delle autorità regolatorie, del mondo accademico, dell’industria, delle organizzazioni dei pazienti e del settore sanitario. Le dieci priorità individuate confluiranno nel documento programmatico che l’Ema prevede di pubblicare entro la fine dell’anno.

Diabete e obesità, una nuova combinazione farmacologica raggiunge una perdita di peso superiore al 23% negli studi iniziali

Una nuova combinazione farmacologica sperimentale potrebbe ampliare ulteriormente le opzioni terapeutiche per le persone con obesità e diabete di tipo 2. I primi risultati di uno studio clinico di fase 2b, presentati al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes in corso a Milano, riguardano la combinazione di eloralintide e tirzepatide, denominata eloraTzp. Alla dose più elevata testata, i partecipanti hanno registrato una perdita di peso media del 23,3%, equivalente a circa 24,6 chilogrammi, insieme a una riduzione media dell’emoglobina glicata del 2,9%.

La combinazione agisce attraverso meccanismi ormonali differenti. Eloralintide è un agonista selettivo del recettore dell’amilina, mentre tirzepatide agisce sui recettori GIP e GLP-1. L’ipotesi alla base dello studio è che l’intervento contemporaneo su più vie coinvolte nella regolazione del peso corporeo e della glicemia possa produrre benefici superiori rispetto all’utilizzo dei singoli trattamenti.

Gli eventi avversi osservati più frequentemente sono stati gastrointestinali, generalmente di intensità lieve o moderata e soprattutto durante la fase di incremento della dose. Gli effetti indesiderati sono risultati più frequenti nei gruppi trattati con la combinazione rispetto alla monoterapia.

I risultati sono però ancora preliminari: si tratta di una terapia sperimentale sottoposta a uno studio di fase 2b e non di un trattamento già disponibile nella pratica clinica. Serviranno quindi ulteriori studi per valutarne efficacia, sicurezza e benefici nel lungo periodo. La ricerca conferma comunque la rapida evoluzione del settore dei farmaci destinati contemporaneamente al controllo del peso e del diabete di tipo 2

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Fonti: ANSA Salute & Benessere; Ministero della Salute; Gazzetta Ufficiale; Quotidiano Sanità; Doctor33; Il Fatto Quotidiano; HuffPost Italia; Ordine dei Medici di Piacenza; Policlinico di Milano; la Repubblica Salute; Quotidiano Sanità; Gazzetta di Milano; ANSA; Corriere della Sera Salute; la Repubblica Oncologia; SIUrO – Società Italiana di Uro-Oncologia; European Medicines Agency (EMA); European Medicines Regulatory Network (EMRN); European Association for the Study of Diabetes (EASD); Eli Lilly; Reuters; MarketWatch; MedicalXpress.

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