Rassegna stampa Sanità e Benessere – 28 Luglio 2026

SANITÀ IN PRIMA PAGINA

Cinque notizie in cinque minuti

Dipendenze digitali: oltre un adolescente su sei presenta comportamenti a rischio

Videogiochi, social network e gioco d’azzardo possono trasformarsi in una vera e propria dipendenza, soprattutto durante l’adolescenza. È quanto emerge dall’ultima indagine realizzata dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha coinvolto oltre 18.000 studenti delle scuole medie e superiori italiane.

Secondo lo studio, circa il 17% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni manifesta almeno un comportamento problematico legato all’uso dei social media, del gaming o del gioco d’azzardo. Il fenomeno più diffuso riguarda i videogiochi: il 13,6% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni presenta caratteristiche compatibili con un disturbo da gaming, percentuale che rimane significativa anche tra gli adolescenti più grandi.

La ricerca evidenzia inoltre una stretta correlazione tra gaming problematico e altre forme di dipendenza. I giovani che trascorrono molte ore giocando hanno infatti una maggiore probabilità di sviluppare anche comportamenti legati al gioco d’azzardo. Preoccupa anche il ricorso agli acquisti all’interno dei videogiochi, con quasi un ragazzo su due che dichiara di aver speso denaro per ottenere vantaggi durante il gioco.

Gli esperti ricordano che il problema non è rappresentato dall’utilizzo delle tecnologie in sé, ma dall’incapacità di gestirne il tempo e l’impatto sulla vita quotidiana. La prevenzione passa attraverso educazione digitale, dialogo con le famiglie e promozione di attività sportive e sociali.

EMA approva 12 nuovi farmaci e aggiorna i vaccini anti-Covid

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) continua a sostenere l’innovazione terapeutica con il via libera a dodici nuovi medicinali destinati a migliorare la cura di diverse patologie croniche e rare. Tra le novità più rilevanti figura il primo impianto oculare ricaricabile per il trattamento della degenerazione maculare neovascolare, una tecnologia progettata per rilasciare nel tempo il farmaco ranibizumab, riducendo la necessità di frequenti iniezioni intraoculari e migliorando la qualità della vita dei pazienti.

Parere positivo anche per icotrokinra, il primo farmaco orale indicato per la psoriasi a placche da moderata a grave. Il medicinale agisce su un recettore dell’interleuchina-23, una proteina coinvolta nei processi infiammatori che caratterizzano la malattia, offrendo una nuova opzione terapeutica per adulti e adolescenti dai 12 anni in su.

Tra le raccomandazioni dell’EMA rientra inoltre l’aggiornamento dei vaccini anti-Covid Comirnaty, Spikevax, Nuvaxovid e Bimervax, che saranno adattati alla variante XFG in vista della campagna vaccinale 2026-2027. Il Comitato ha espresso parere favorevole anche per nuovi trattamenti dedicati all’ipercolesterolemia, alla colangite biliare primitiva, alla profilassi post-esposizione al Covid-19 e ad alcune malattie genetiche rare.

Le nuove approvazioni confermano il costante impegno della ricerca nello sviluppo di terapie sempre più efficaci e personalizzate.

Epatiti virali: l’Italia si avvicina all’obiettivo di eliminarle entro il 2030

In occasione della Giornata Mondiale contro le Epatiti, gli specialisti richiamano l’attenzione sull’importanza della diagnosi precoce e dello screening per raggiungere l’obiettivo fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: eliminare le epatiti virali come problema di salute pubblica entro il 2030.

L’Italia rappresenta oggi uno dei Paesi più avanzati nella lotta all’epatite C grazie ai programmi di screening e all’introduzione degli antivirali ad azione diretta, che permettono di ottenere la guarigione in oltre il 95% dei casi. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, oltre tre milioni di cittadini sono già stati sottoposti ai controlli previsti dal programma nazionale, consentendo di individuare migliaia di infezioni che sarebbero rimaste silenti.

Gli esperti sottolineano però che molte persone convivono ancora con il virus senza esserne consapevoli. Per questo motivo è fondamentale continuare a promuovere screening, campagne informative e accesso tempestivo alle cure, soprattutto nelle fasce di popolazione considerate più a rischio.

Resta alta anche l’attenzione sull’epatite B, prevenibile attraverso la vaccinazione, e sulle epatiti A ed E, che negli ultimi mesi hanno fatto registrare un aumento dei casi associati principalmente al consumo di alimenti contaminati o poco cotti.

La diagnosi precoce continua a rappresentare lo strumento più efficace per prevenire complicanze come cirrosi e tumore del fegato.

Nuove tariffe per visite ed esami: cosa cambia dal 21 settembre

Dal prossimo 21 settembre entrerà in vigore il nuovo tariffario del Servizio Sanitario Nazionale, con l’aggiornamento degli importi riconosciuti per centinaia di visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni di assistenza protesica.

Il provvedimento interessa oltre 440 prestazioni ambulatoriali e più di 220 dispositivi protesici, con l’obiettivo di adeguare i rimborsi ai costi sostenuti dalle strutture sanitarie. L’aggiornamento arriva dopo anni di richieste da parte delle Regioni e degli operatori del settore, che ritenevano ormai superato il precedente sistema tariffario.

Contestualmente è stato approvato uno stanziamento di 235 milioni di euro destinato all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per le oltre 1.200 Case di Comunità previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le nuove risorse consentiranno di dotare le strutture territoriali di strumenti come elettrocardiografi, spirometri e altre apparecchiature di prima diagnostica.

Nella stessa riunione è stato definito anche il fabbisogno di personale sanitario per il prossimo anno accademico, con una richiesta di oltre 20.000 nuovi medici e circa 25.500 infermieri. L’obiettivo è rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, migliorare l’accesso alle cure e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa.

Demenza: la prevenzione inizia molti anni prima dei sintomi

La prevenzione della demenza non riguarda soltanto l’età avanzata, ma accompagna l’intero arco della vita. Le più recenti evidenze scientifiche indicano che fino al 45% dei casi potrebbe essere prevenuto o ritardato intervenendo sui principali fattori di rischio modificabili.

Tra gli elementi che proteggono maggiormente il cervello figurano il controllo della pressione arteriosa, del diabete e del colesterolo, insieme a uno stile di vita attivo e a un’alimentazione equilibrata ispirata alla dieta mediterranea. Negli ultimi anni la ricerca ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale del sonno: durante le fasi più profonde del riposo il cervello elimina sostanze di scarto che, se accumulate, possono favorire la neurodegenerazione.

Grande attenzione è rivolta anche al microbiota intestinale, sempre più considerato un alleato della salute neurologica. Un’alimentazione ricca di fibre, frutta, verdura e alimenti freschi contribuisce infatti a mantenere l’equilibrio dell’asse intestino-cervello e a ridurre i processi infiammatori cronici.

Accanto agli aspetti biologici rimane essenziale allenare la mente attraverso lettura, attività culturali, esercizio fisico e relazioni sociali. Queste abitudini contribuiscono ad aumentare la cosiddetta “riserva cognitiva”, aiutando il cervello a mantenere le proprie funzioni anche con l’avanzare dell’età.

La prevenzione rappresenta oggi la strategia più efficace per promuovere un invecchiamento sano e preservare memoria, autonomia e qualità della vita.

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Fonti: Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) · ANSA Salute · Istituto Superiore di Sanità (ISS) · Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) · Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) · Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) · Ministero della Salute · Conferenza Stato-Regioni · The Lancet Commission on Dementia · Società Italiana di Neurologia (SIN).

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