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Cinque notizie in cinque minuti
Screening mammografico, in Italia cala l’adesione: al via una nuova campagna per la prevenzione
Rafforzare la partecipazione agli screening mammografici resta una priorità per la prevenzione del tumore al seno. L’Associazione nazionale donne operate al seno (Andos) ha lanciato una nuova campagna nazionale con l’attrice Lucia Mascino come testimonial, invitando le donne a informarsi sui programmi di screening organizzati dal Servizio sanitario nazionale e ad aderire agli appuntamenti proposti sul proprio territorio.
L’iniziativa punta a raggiungere un pubblico ampio anche attraverso le sale cinematografiche. Dal 23 ottobre lo spot sarà diffuso in 76 cinema del Lazio, grazie alla collaborazione con Anec-Agis Lazio, coinvolgendo Roma e le province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.
A rendere urgente la campagna sono anche i dati sulla partecipazione. Secondo Eurostat, nel 2024 in Italia il tasso di adesione ai programmi di screening mammografico nella fascia tra i 50 e i 69 anni si è attestato al 53,8%, contro il 60,7% del 2019. La diminuzione di 6,9 punti percentuali colloca il Paese tra quelli europei che hanno registrato un calo rispetto al periodo precedente.
Lo screening organizzato consente di individuare eventuali alterazioni sospette prima che si manifestino sintomi, facilitando gli approfondimenti diagnostici e, quando necessario, l’avvio tempestivo delle cure. Informare correttamente le cittadine e ridurre gli ostacoli alla partecipazione sono passaggi fondamentali per migliorare la diagnosi precoce e limitare le conseguenze della malattia.
Angioplastica, placche di calcio nel 30% dei pazienti: le tecnologie avanzate restano poco accessibili
Le placche di calcio nelle arterie coronarie interessano circa il 20-30% dei pazienti sottoposti ad angioplastica, una procedura utilizzata per ripristinare il flusso sanguigno al cuore in presenza di restringimenti o ostruzioni. Queste calcificazioni possono rendere più complesso il trattamento, ostacolando la dilatazione dell’arteria e il corretto posizionamento degli stent, i dispositivi che mantengono aperto il vaso.
Il problema è stato affrontato durante il 47° congresso della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise), a Milano. Secondo i dati presentati dalla società scientifica, in Italia le tecnologie di imaging intravascolare vengono utilizzate soltanto nel 14% delle angioplastiche. Tra le principali ragioni indicate figurano i costi e le difficoltà legate all’attuale sistema di remunerazione delle prestazioni sanitarie.
Le tecniche più avanzate permettono di osservare dall’interno le arterie coronarie, ottenendo immagini dettagliate delle lesioni e delle loro caratteristiche. Strumenti come l’ecografia intravascolare e la tomografia a coerenza ottica aiutano i cardiologi a pianificare l’intervento e a verificarne il risultato. In presenza di calcificazioni particolarmente resistenti, possono essere utilizzate anche tecnologie specifiche, come la litotrissia intravascolare, che sfrutta onde d’urto per frammentare il calcio.
L’impiego di questi strumenti può migliorare la precisione delle procedure e aiutare a gestire casi complessi, soprattutto nei pazienti anziani o con diabete e malattia coronarica diffusa. La Gise chiede quindi di aggiornare le tariffe sanitarie per favorire un accesso più equo alle tecnologie disponibili. L’obiettivo è ridurre le differenze nell’assistenza e consentire ai pazienti di beneficiare delle innovazioni sulla base delle necessità cliniche, senza che i costi ne limitino eccessivamente l’utilizzo.
Microplastiche e salute riproduttiva, rilevate tracce in diversi campioni biologici
La presenza di microplastiche e sostanze chimiche associate alla plastica nei campioni biologici umani sta attirando crescente attenzione scientifica, soprattutto per i possibili effetti sulla salute riproduttiva. Il tema è stato affrontato durante una conferenza promossa dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), dedicata al rapporto tra salute femminile e cambiamenti ambientali.
Tra gli elementi segnalati figurano il rilevamento di microplastiche nella placenta, nel sangue cordonale, nel liquido amniotico e nel liquido follicolare, che circonda l’ovocita durante la maturazione. Inoltre, il progetto Life Persuaded, coordinato dall’Istituto superiore di sanità e condotto su coppie madre-bambino, ha rilevato metaboliti degli ftalati in tutti i partecipanti esaminati e bisfenolo A nel 77% dei casi.
Ftalati e bisfenolo A sono sostanze utilizzate in diversi contesti industriali e di consumo, alcune delle quali possono interferire con il sistema endocrino. La loro presenza nei campioni biologici documenta un’esposizione diffusa, ma non dimostra da sola che provochi infertilità, complicanze della gravidanza o danni specifici: per stabilire eventuali rapporti causali sono necessari ulteriori studi.
Gli specialisti chiedono quindi di rafforzare la ricerca indipendente, uniformare i metodi di misurazione e migliorare la sorveglianza ambientale. Comprendere quali sostanze raggiungono l’organismo, in quali quantità e con quali possibili conseguenze è essenziale per formulare indicazioni preventive fondate sulle evidenze. L’obiettivo è trasformare un tema complesso in informazioni scientificamente solide e utili sia per i professionisti sanitari sia per i cittadini.
Primo soccorso, Croce Rossa e Lega Serie A formano atleti e staff sulle manovre salvavita
Saper intervenire nei primi minuti di un’emergenza può fare la differenza tra la vita e la morte. Per diffondere questa consapevolezza, la Croce Rossa Italiana e la Lega Calcio Serie A hanno avviato una collaborazione per la stagione sportiva 2026-2027, dedicata alla formazione sul primo soccorso di calciatori, staff tecnici e sanitari e personale dei club.
Il progetto, denominato “Allenati a salvare, scendi in campo per la vita”, coinvolgerà le prime squadre e le formazioni Primavera dei venti club di Serie A. Le attività saranno organizzate dai comitati territoriali della Croce Rossa attraverso sessioni formative rivolte a gruppi di partecipanti.
La formazione comprenderà le manovre di rianimazione cardiopolmonare, l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno, le tecniche di disostruzione delle vie aeree negli adulti e nei bambini e le modalità corrette per attivare i servizi di emergenza. Si tratta di competenze che possono risultare decisive in caso di arresto cardiaco, soffocamento o altri eventi improvvisi, soprattutto quando è necessario intervenire prima dell’arrivo dei soccorsi.
L’iniziativa punta inoltre a utilizzare la visibilità del calcio per sensibilizzare un pubblico più ampio, coinvolgendo tifosi, famiglie e giovani. Diffondere la conoscenza delle manovre salvavita significa infatti rendere le comunità più preparate ad affrontare le emergenze. Un intervento tempestivo, insieme alla disponibilità di un defibrillatore e alla corretta attivazione dei soccorsi, può aumentare le possibilità di sopravvivenza e ridurre il rischio di conseguenze gravi.
La parola che cura, premiate le storie di pazienti, caregiver e professionisti sanitari
Le esperienze di chi affronta una malattia, assiste un familiare o lavora ogni giorno nei servizi sanitari possono contribuire a raccontare aspetti della cura che spesso restano fuori dalla dimensione strettamente clinica. È questo il principio alla base della quattordicesima edizione del premio letterario Angelo Zanibelli “La parola che cura”, promosso da Sanofi e assegnato il 21 ottobre a Roma.
L’iniziativa ha raccolto 130 opere, tra pubblicazioni edite, inediti e libri illustrati, affrontando temi che spaziano dalla malattia alla disabilità, dal lavoro sanitario al ruolo dei caregiver. Tra le storie premiate figurano quella di una giovane medica esposta al rischio di esaurimento emotivo in pronto soccorso e quella di una madre che racconta, anche attraverso l’ironia, l’esperienza di assistere un figlio con autismo.
Il premio intende dare visibilità a esperienze personali che aiutano a comprendere l’impatto della malattia sulla vita quotidiana e sulle relazioni. La narrazione può favorire l’ascolto, ridurre l’isolamento e rendere più visibili le difficoltà affrontate da pazienti e familiari, contribuendo a una maggiore consapevolezza sociale.
Tra i riconoscimenti assegnati figura anche quello dedicato al progetto Sea Care, nato dalla collaborazione tra l’Istituto superiore di sanità, la Marina Militare e altri partner scientifici. L’iniziativa richiama l’importanza di un approccio alla salute che tenga insieme ricerca, assistenza e attenzione alla persona. Raccontare la malattia non sostituisce le cure, ma può aiutare a riconoscere i bisogni di chi vive un percorso sanitario e a valorizzare il contributo di chi se ne prende cura.
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Fonti: ANSA Salute & Benessere; Eurostat; Andos; Anec-Agis Lazio; Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise); Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo); Istituto superiore di sanità; progetto Life Persuaded; Croce Rossa Italiana; Lega Calcio Serie A; Sanofi; Fondazione Atena; Marina Militare Italiana.






