SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Schillaci al Forum ANSA: “Dobbiamo fare in modo che gli italiani si ammalino meno.” Liste d’attesa, Case di Comunità e vaccini: il bilancio del Ministro
Ieri il ministro Schillaci è stato ospite del Forum ANSA in diretta streaming. Sui temi più scottanti non ha eluso: sulle liste d’attesa ha riconosciuto la persistente disomogeneità regionale, difendendo però la legge 107/2024 — “dove è applicata, il trend è positivo” — e il CUP unico. Sulle Case della Comunità ha ammesso che “bisogna dare ulteriore impulso non solo creando infrastrutture ma anche fornendo servizi”, puntando sulle assunzioni già finanziate in legge di bilancio. Il filo conduttore del suo intervento è stato la prevenzione: “Dobbiamo fare in modo che gli italiani si ammalino meno, è fondamentale per la qualità della vita e per la sostenibilità del SSN.” Ha citato gli screening oncologici — ancora con un forte divario Nord-Sud — e il vaccino anti-RSV nei neonati, che “con l’aumentare della copertura ha già ridotto drasticamente i ricoveri in terapia intensiva.”
Autismo, 600mila italiani nello spettro e diagnosi in ritardo: 10 milioni per costruire finalmente una rete nazionale
In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (2 aprile), il Ministero della Salute e l’ISS hanno siglato un accordo da 10 milioni di euro — finanziato dal Fondo Autismo 2025-2026 — per rafforzare la rete nazionale dei servizi, potenziare la diagnosi precoce e strutturare percorsi di vita personalizzati lungo tutto l’arco esistenziale, in linea con il decreto legislativo 62/2024 sulla disabilità. In Italia si stima un bambino su 77 nello spettro autistico, per una platea complessiva di circa 600mila persone. Il dato positivo è l’aumento della capacità diagnostica; il problema è che i servizi di presa in carico — soprattutto per gli adulti e nelle Regioni del Sud — restano drammaticamente insufficienti. L’accordo prevede l’attivazione di équipe multidisciplinari, strumenti digitali di monitoraggio e modelli ospedalieri dedicati.
355mila nati nel 2025: record negativo assoluto. L’Italia è il Paese più anziano d’Europa.
I dati ISTAT pubblicati a fine marzo fotografano un’Italia demograficamente svuotata: nel 2025 sono nati solo 355mila bambini, il 3,9% in meno rispetto al 2024, con un tasso di fecondità di appena 1,14 figli per donna — il minimo storico dall’Unità d’Italia. I decessi sono stati 652mila, generando un saldo naturale negativo di 296mila persone. Solo il saldo migratorio positivo mantiene la popolazione stabile a circa 59 milioni. Gli over 65 rappresentano oggi il 25,1% della popolazione, il valore più alto in Europa. Questo non è solo un allarme demografico: è una bomba a orologeria per il SSN, che dovrà assistere una platea crescente di anziani con patologie croniche multiple con sempre meno professionisti in età lavorativa a sostenerlo finanziariamente.
Vaccino antinfluenzale 2026: l’EMA aggiorna la formula. Eliminato il ceppo B/Yamagata, scomparso da 5 anni
L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), recependo le indicazioni di sorveglianza dell’OMS, ha aggiornato le raccomandazioni per i produttori di vaccini antinfluenzali destinati alla stagione autunno-inverno 2026. La novità più rilevante è l’eliminazione del ceppo B/Yamagata dalla composizione standard, non più rilevato in circolazione dal 2020: una conferma scientifica che è possibile uscire definitivamente da un ceppo quando la sorveglianza è capillare e i dati globali sono solidi. La decisione riguarda direttamente i vaccini trivalenti che saranno prodotti e distribuiti in Italia nei prossimi mesi, semplificando la formula e — secondo gli esperti — mantenendo piena efficacia contro i ceppi attualmente circolanti. Un segnale positivo sul piano della sorveglianza epidemiologica internazionale, in un momento in cui proprio questa cooperazione rischia di indebolirsi con le uscite di USA e Argentina dall’OMS.
Case della Comunità, il flop del PNRR: solo 66 su 1.715 funzionano davvero. E la scadenza è a giugno
Il monitoraggio AGENAS sul secondo semestre 2025 è impietoso: delle 1.715 Case della Comunità previste dal DM 77/2022 e finanziate con fondi PNRR, solo 781 (il 45%) hanno attivato almeno un servizio, e appena 66 — meno del 4% — sono pienamente operative con personale medico e infermieristico completo h24. Gli Ospedali di comunità sono a quota 163 su 594 previsti. Unica nota positiva: le Centrali Operative Territoriali sono quasi al 100%. Il divario Nord-Sud è drammatico: in 8 Regioni meridionali non esiste ancora neppure una Casa della Comunità con tutti i servizi e il personale. Con la scadenza PNRR fissata al 30 giugno, lo spettro delle “cattedrali nel deserto” — strutture costruite ma vuote — è diventato una realtà difficile da negare.
Prevenzione e accesso alle cure
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita. Effettuare controlli periodici e accedere tempestivamente a visite specialistiche consente di intervenire in modo precoce su molte patologie. Con Social Medical Care è possibile accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1500 centri sanitari convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.
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