Rassegna stampa Sanità e Benessere – 12 Maggio 2026

SANITÀ IN PRIMA PAGINA

Cinque notizie in cinque minuti

Fibromialgia, diagnosi dopo oltre 4 anni: colpisce 1,5 milioni di italiani e nelle donne pesa di più sulla qualità della vita

Il 12 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Fibromialgia, istituita dall’OMS nel 1992 per accendere i riflettori su una sindrome cronica ancora troppo spesso sottovalutata o invisibile. In Italia interessa circa 1,5 milioni di persone ed è la terza malattia reumatologica più diffusa. Le donne rappresentano tra il 70 e il 90% dei casi. Dolore muscolare diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno, difficoltà cognitive e una qualità della vita che si deteriora lentamente: la fibromialgia continua però a essere diagnosticata con grande ritardo. In media trascorrono oltre quattro anni dall’esordio dei sintomi alla diagnosi corretta, con conseguenze pesanti tra cure inappropriate, invalidità non riconosciuta e isolamento sociale. In occasione della Giornata Mondiale, la Società Italiana di Reumatologia ha diffuso i dati del Registro nazionale che raccoglie oltre 12.500 pazienti seguiti in più di 50 centri italiani. Dall’analisi emerge che le donne, pur presentando una gravità complessiva della malattia simile a quella degli uomini, riportano una compromissione fisica maggiore e un impatto più severo sulla vita quotidiana. La notizia più attesa dai pazienti riguarda però il fronte delle tutele: le forme più gravi di fibromialgia sono state inserite nei nuovi LEA tra le malattie croniche e invalidanti. Il DPCM è nella fase finale di approvazione e potrebbe finalmente garantire accesso a percorsi assistenziali e riconoscimenti concreti. Per sensibilizzare sul tema, oggi in tutta Italia si svolgono cinquanta iniziative promosse da CFU-Italia, con piazze e monumenti illuminati di viola.

Hantavirus, due italiani in isolamento per 45 giorni: “Rischio basso, ma attenzione ai roditori”

Restano alte le misure di sorveglianza sul focolaio di hantavirus collegato alla nave Hondius. Due italiani — un 24enne di Torre del Greco e un 25enne di Villa San Giovanni — sono stati posti in isolamento obbligatorio per 45 giorni. Entrambi sono al momento asintomatici. Nel frattempo la nave è salpata verso i Paesi Bassi, mentre il Ministero della Salute ha attivato protocolli di monitoraggio per quattro turisti presenti sul volo KLM collegato al caso, residenti tra Calabria, Campania, Toscana e Veneto. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’ECDC, i casi confermati sono sette, a cui si aggiungono due casi probabili. Le autorità sanitarie europee non escludono nuovi contagi nelle prossime settimane, considerando il lungo periodo di incubazione del virus. L’Istituto Superiore di Sanità rassicura però sul rischio per l’Italia, definito “molto basso”, pur invitando a mantenere alta l’attenzione verso i roditori selvatici, che rappresentano il principale serbatoio naturale dell’hantavirus. A Nimega, nei Paesi Bassi, dodici operatori sanitari sono stati messi in quarantena per sei settimane dopo aver manipolato campioni biologici senza adeguate protezioni. L’episodio ha spinto le autorità europee a rafforzare ulteriormente le procedure di biosicurezza.

Prima volta in Italia: una ragazza presa in carico dal Serd per dipendenza da intelligenza artificiale

Per la prima volta in Italia un Servizio per le Dipendenze sta trattando un caso di dipendenza comportamentale legata all’intelligenza artificiale. La paziente è una ventenne seguita dal Serd dell’ULSS 3 veneziana. Finora i percorsi dei Serd avevano riguardato soprattutto gaming, social network, shopping compulsivo e dipendenza da smartphone. Mai, nell’esperienza italiana, una relazione patologica con sistemi di AI era arrivata a richiedere una presa in carico clinica strutturata. La primaria del servizio, la dottoressa Laura Suardi, descrive così il meccanismo: l’algoritmo, imparando progressivamente preferenze ed emozioni dell’utente, riesce a fornire risposte percepite come estremamente empatiche e rassicuranti, fino a diventare un punto di riferimento esclusivo. “Diventa un problema quando non si riesce più a gestire il rapporto e l’intelligenza artificiale finisce per sostituire gli altri legami”, spiega la specialista. La gestione clinica richiede un approccio integrato tra psicologi, psichiatri e famiglia. Un caso che apre interrogativi destinati a diventare sempre più centrali con la diffusione degli strumenti conversazionali basati sull’AI.

Alzheimer, scoperto un biomarcatore nel sangue che può anticipare la malattia prima ancora della PET

Un semplice esame del sangue potrebbe individuare l’Alzheimer anni prima dei sintomi e persino prima delle alterazioni rilevabili con la PET cerebrale. È il risultato di uno studio del Mass General Brigham pubblicato su Nature Communications. La ricerca ha seguito 317 adulti cognitivamente sani per circa otto anni, analizzando nel sangue i livelli della proteina pTau217 e confrontandoli con scansioni PET e test cognitivi eseguiti nel tempo. I risultati mostrano che livelli elevati di pTau217 sono associati a un accumulo più rapido della patologia Alzheimer e a un maggiore rischio di declino cognitivo, anche quando le immagini cerebrali risultano ancora apparentemente normali. Secondo i ricercatori, il biomarcatore riuscirebbe quindi a individuare la “fase silenziosa” della malattia, cioè il momento in cui i processi neurodegenerativi sono già iniziati ma i sintomi non sono ancora comparsi. Non si tratta ancora di uno screening di massa: un eventuale risultato positivo richiederebbe ulteriori accertamenti specialistici. Ma la scoperta rappresenta uno dei passi più concreti verso una diagnosi precoce accessibile attraverso un normale prelievo di sangue.

Celiachia, una persona su tre non sa di averla: al via la Settimana Nazionale in oltre 600 comuni

Dal 9 al 17 maggio torna la Settimana Nazionale della Celiachia, promossa dall’Associazione Italiana Celiachia con eventi e iniziative in oltre 600 comuni italiani. Al centro della campagna c’è soprattutto la lotta alla disinformazione: la dieta senza glutine viene spesso considerata una semplice scelta salutistica o una moda alimentare, ma per le persone celiache rappresenta l’unica terapia possibile. In Italia i celiaci diagnosticati sono circa 600mila, ma si stima che altre 400mila persone convivano con la malattia senza saperlo. Il ritardo diagnostico resta infatti molto elevato: in media passano 5-6 anni dai primi sintomi alla diagnosi corretta. La celiachia non trattata può provocare complicanze importanti, tra cui malassorbimento, anemia, osteoporosi e un aumento del rischio di alcune forme tumorali intestinali.Gli esperti ricordano che il test sierologico è semplice, accessibile ed economico, e può rappresentare il primo passo per individuare una patologia ancora oggi largamente sottodiagnosticata.

Prevenzione e accesso alle cure

La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita. Effettuare controlli periodici e accedere tempestivamente a visite specialistiche consente di intervenire in modo precoce su molte patologie. Con Social Medical Care è possibile accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1500 centri sanitari convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.

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Fonti: Sanità Informazione · SIMEU · ANSA · OMS · Ministero della Salute · Quotidiano Sanità · Commissione Europea · ASST Gaetano Pini-CTO

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