SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Cinque notizie in cinque minuti
Ipertensione, la malattia più diffusa che gli italiani ignorano: quasi 1 su 3 non sa di averla. Il 17 maggio la Giornata Mondiale
In Italia gli ipertesi tra i 35 e i 74 anni sono il 49% degli uomini e il 39% delle donne — circa 18 milioni di persone. Ma quasi un terzo di loro non lo sa, perché non ha mai misurato la pressione in modo regolare o non l’ha misurata affatto. È il dato che emerge dall’indagine ISS “Italian Health Examination Survey — Progetto CUORE”, aggiornata con i campioni 2023-2024. L’ipertensione è la prima causa di infarto, ictus, scompenso cardiaco e insufficienza renale: ogni anno in Italia 280mila persone muoiono per malattie cardiovascolari legate alla pressione alta. Nonostante questo, solo nella metà dei casi la terapia riesce a tenere i valori sotto controllo. La Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) anticipa già le iniziative per la Giornata Mondiale del 17 maggio: misurazioni gratuite in piazze, farmacie e centri specializzati in tutta Italia. Il messaggio è semplice: misurare la pressione costa pochissimo — ignorarla può costare tutto.
Digital Health e SSN 3.0: a Napoli i direttori generali delle ASL del Sud costruiscono la sanità pubblica del futuro
Si chiude oggi a Napoli il forum “Digital Health e SSN 3.0“, promosso da Federsanità ANCI con i direttori generali delle aziende sanitarie del Mezzogiorno. Due giorni di confronto su come la trasformazione digitale possa rendere la sanità pubblica più accessibile, efficiente e sostenibile — con un’attenzione particolare alle regioni del Sud, storicamente più esposte alle diseguaglianze nell’accesso ai servizi. Tra i temi affrontati: il ruolo della radiologia nella sanità del futuro, la telemedicina per ridurre le distanze nelle aree interne, il Fascicolo Sanitario Elettronico come strumento di continuità assistenziale e la presentazione del Rapporto 2026 “Salute e territorio” sui servizi socio-sanitari dei comuni italiani. L’evento si conclude con una call to action per costruire un ecosistema digitale sanitario condiviso tra le regioni del Sud.
Nasce a Verona un nuovo polo d’eccellenza per la ricerca clinica e la medicina di precisione: l’accordo tra Pederzoli ed Evotec
L’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda e Aptuit Verona — società del gruppo Evotec, leader europeo nella ricerca farmacologica — hanno siglato un accordo che punta a fare di Verona uno dei principali hub italiani per la ricerca clinica e lo sviluppo di terapie innovative. La collaborazione integra dati clinici, biomarcatori e intelligenza artificiale per orientare la ricerca verso approcci sempre più personalizzati. Per i pazienti significa un accesso diretto a farmaci sperimentali e studi clinici ad alto contenuto innovativo. “Questa partnership eleva la nostra missione scientifica e offrirà ai pazienti del territorio una reale opportunità di cura per gravi patologie”, dichiara l’amministratore delegato dell’Ospedale Pederzoli. Un segnale concreto di come eccellenza clinica e innovazione tecnologica possano integrarsi per accelerare l’accesso a trattamenti avanzati.
Malattia di Fabry: nelle donne spesso non viene riconosciuta. La campagna “She Speaxx” mette la diagnosi precoce al femminile
La malattia di Fabry è una patologia genetica rara che colpisce il metabolismo dei lipidi e può danneggiare cuore, reni e sistema nervoso. In passato era considerata quasi esclusivamente maschile — ma oggi si sa che le donne ne sono altrettanto colpite, sebbene con una presentazione clinica più sfumata e variabile che rende la diagnosi più difficile. AIAF — Associazione Italiana Anderson Fabry — lancia la campagna “She Speaxx” per portare al centro dell’attenzione la sottodiagnosi femminile: molte donne convivono per anni con sintomi attribuiti ad altre cause, perdendo un tempo prezioso per accedere alle terapie disponibili. La campagna punta a formare i medici di base e gli specialisti, e a dare strumenti alle donne stesse per riconoscere i segnali precoci e chiedere approfondimenti diagnostici mirati.
Spondiloartrite assiale: fino a 9mila nuove diagnosi l’anno in Italia, ma il ritardo diagnostico è ancora la norma
In occasione della Giornata Mondiale della Spondiloartrite Assiale, la Società Italiana di Reumatologia richiama l’attenzione su una patologia infiammatoria cronica ancora troppo spesso sottovalutata. In Italia si stimano fino a 9mila nuove diagnosi ogni anno, ma molti pazienti aspettano anni prima di ricevere la diagnosi corretta: i sintomi principali — mal di schiena infiammatorio notturno, rigidità mattutina, dolore alle articolazioni sacroiliache — vengono facilmente confusi con problemi muscolo-scheletrici comuni. Il ritardo diagnostico può durare mediamente tra 5 e 8 anni, durante i quali la malattia continua a progredire causando danni strutturali irreversibili. Oggi esistono terapie biologiche efficaci che possono bloccare la progressione, ma solo se la diagnosi arriva in tempo. La reumatologia italiana chiede percorsi diagnostici più rapidi e una maggiore formazione dei medici di base nel riconoscere i segnali precoci.
Prevenzione e accesso alle cure
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita. Effettuare controlli periodici e accedere tempestivamente a visite specialistiche consente di intervenire in modo precoce su molte patologie. Con Social Medical Care è possibile accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1500 centri sanitari convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.
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Fonti: ISS · SIIA · ANSA · Federsanità ANCI · Giornale Adige · Sanità Informazione · AIAF · SIR






