Controlli al femminile: le visite che ogni donna dovrebbe fare e che troppo spesso rimanda

Pap test, mammografia, visita ginecologica, tiroide, densitometria ossea: una guida pratica per sapere cosa fare, quando farlo e come accedervi senza aspettare mesi.

Le donne italiane vivono mediamente più degli uomini — 84,3 anni contro 81,1 — ma non necessariamente meglio. Negli ultimi anni, infatti, molte convivono a lungo con patologie croniche che avrebbero potuto essere individuate prima: osteoporosi, malattie cardiovascolari, tumori ginecologici, disturbi tiroidei. Problemi spesso silenziosi, che per anni non danno sintomi evidenti e si manifestano solo quando sono già avanzati.

Il paradosso è che gli strumenti per intercettarli esistono, sono accessibili e in molti casi poco costosi. Eppure i controlli vengono rimandati continuamente: mancanza di tempo, liste d’attesa troppo lunghe, paura del risultato o la convinzione che “se sto bene non serve”. Ma la prevenzione funziona proprio prima che compaiano i sintomi.

Dai 25 anni: Pap test e test HPV

Il tumore del collo dell’utero è tra i pochi tumori quasi completamente prevenibili grazie agli screening.
Il Pap test, raccomandato ogni tre anni tra i 25 e i 64 anni, permette di individuare alterazioni cellulari precoci. Dopo i 30-35 anni, in molte Regioni viene affiancato o sostituito dal test HPV, più sensibile e con frequenza quinquennale.

Nonostante l’efficacia dimostrata, l’adesione agli screening resta insufficiente: molte donne saltano i controlli per anni, soprattutto nelle fasce economicamente più fragili o nelle aree dove l’accesso è più difficile.

Cosa fare:
Se non si aderisce allo screening organizzato dalla ASL, è possibile prenotare privatamente una visita ginecologica con Pap test o test HPV. I costi variano generalmente tra 50 e 120 euro, a seconda della struttura.

Dai 40-45 anni: la mammografia

La mammografia resta l’esame principale per la diagnosi precoce del tumore al seno, il più frequente tra le donne italiane, con circa 55mila nuove diagnosi ogni anno.

Lo screening pubblico prevede una mammografia ogni due anni tra i 50 e i 69 anni, ma molte società scientifiche consigliano di iniziare già tra i 40 e i 45 anni, soprattutto in presenza di familiarità.

Il problema più comune resta quello delle attese: in molte Regioni i tempi superano i due o tre mesi. Per chi ha casi di tumore al seno in famiglia, rimandare non dovrebbe essere un’opzione.

Cosa fare:
Parlarne con il medico di base o il ginecologo per valutare quando iniziare e con quale frequenza eseguire l’esame. In presenza di familiarità di primo grado può essere utile una consulenza senologica dedicata. Nel privato, il costo medio della mammografia varia tra 80 e 130 euro.

A tutte le età: la visita ginecologica annuale

La visita ginecologica non serve solo quando c’è un problema. È un controllo di routine fondamentale per monitorare la salute dell’apparato riproduttivo, affrontare temi come contraccezione, ciclo mestruale, fertilità, menopausa e prevenzione oncologica.

Molte donne, però, la rimandano per anni — spesso per difficoltà di accesso o perché non hanno un professionista di riferimento.

Cosa fare:
Programmare almeno una visita all’anno, anche in assenza di sintomi. Una visita privata con eventuale ecografia costa mediamente tra 80 e 150 euro.

Dai 35-40 anni: controllare la tiroide

I disturbi tiroidei colpiscono le donne molto più degli uomini. Ipotiroidismo, ipertiroidismo e tiroiditi autoimmuni possono restare silenziosi a lungo e manifestarsi con sintomi facilmente sottovalutati: stanchezza persistente, aumento di peso, difficoltà di concentrazione, irregolarità mestruali.

Un semplice dosaggio del TSH nel sangue rappresenta il primo passo per valutare la funzionalità tiroidea.

Cosa fare:
Inserire il TSH negli esami del sangue periodici, soprattutto in presenza di familiarità o altre patologie autoimmuni. È un esame economico, spesso inferiore ai 20 euro.

Dai 50 anni: densitometria ossea (MOC)

L’osteoporosi colpisce circa una donna su tre dopo i 50 anni e viene spesso scoperta solo dopo una frattura.

La MOC — mineralometria ossea computerizzata — misura la densità delle ossa e permette di individuare precocemente il rischio di fragilità ossea, soprattutto dopo la menopausa.

Cosa fare:
Valutare l’esame in menopausa o in presenza di fattori di rischio indicati dal medico. Nel privato, il costo medio varia tra 50 e 100 euro.

La prevenzione cardiovascolare: il controllo più sottovalutato

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte nelle donne italiane, ma continuano a essere percepite come un problema prevalentemente maschile.

Dopo la menopausa il rischio aumenta sensibilmente, e i sintomi femminili dell’infarto possono essere meno riconoscibili: stanchezza improvvisa, nausea, dolore alla schiena, alla mandibola o affanno.

Cosa fare:
Dopo i 40 anni è utile controllare periodicamente pressione arteriosa, glicemia e profilo lipidico completo (colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi), soprattutto in presenza di familiarità, fumo, sovrappeso o sedentarietà.

Prevenire oggi è più semplice di quanto si pensi

Molti di questi controlli possono essere prenotati in pochi giorni anche privatamente, spesso con costi più accessibili di quanto si immagini — e decisamente inferiori rispetto a quelli di una diagnosi tardiva.

Con la card Social Medical Care è possibile accedere a visite ginecologiche, senologiche, endocrinologiche ed esami di prevenzione femminile presso oltre 1.500 centri convenzionati in tutta Italia, con tariffe agevolate e tempi ridotti.

Fonti: Istituto Superiore di Sanità, Osservatorio Nazionale Screening, AIOM, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), Fondazione Veronesi.

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Rassegna stampa Sanità e Benessere – 19 Maggio 2026
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