SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Cinque notizie in cinque minuti
L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente negli ospedali italiani e non solo nei grandi centri di ricerca. Al forum Next Health 2026, promosso da FIASO all’Ara Pacis, sei progetti sviluppati direttamente all’interno di aziende sanitarie pubbliche sono stati selezionati tra 68 candidature e premiati come modelli innovativi e replicabili per il Servizio Sanitario Nazionale. Le soluzioni vincitrici affrontano alcune delle criticità più urgenti del sistema sanitario: gestione delle liste d’attesa, ottimizzazione delle sale operatorie, carenza di personale, comunicazione con i pazienti e spreco di risorse. All’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi una piattaforma basata su algoritmi predittivi analizza consumi e fabbisogni per gestire in modo intelligente le scorte ospedaliere, riducendo sprechi, acquisti inutili e carenze improvvise di materiale sanitario. All’ASSL 3 Nuoro il progetto “HealthFlow” utilizza l’IA per ottimizzare gli slot disponibili, limitare le disdette e coordinare attività chirurgica e posti letto, migliorando il flusso dei ricoveri. All’ARNAS Civico un sistema traduce i dati tecnici del pronto soccorso in aggiornamenti semplici e comprensibili destinati ai caregiver, alleggerendo il carico comunicativo sul personale sanitario. Tra i progetti premiati anche quello dell’Ospedale Niguarda, che ha potenziato la propria app per prenotazioni, notifiche e comunicazioni con i pazienti, e quello del Centro Ortopedico di Verbania, dove il machine learning viene utilizzato per migliorare l’organizzazione delle sale operatorie e ridurre tempi morti e inefficienze. In Valtellina, infine, un assistente telefonico AI multilingue attivo 24 ore su 24 supporta i pazienti cronici nel monitoraggio delle terapie e nell’aderenza ai trattamenti. “Abbiamo superato la fase delle semplici sperimentazioni: ora stiamo entrando in quella della sistematizzazione”, ha dichiarato il presidente FIASO Giuseppe Quintavalle. Un segnale che racconta come l’intelligenza artificiale, almeno in alcune realtà del SSN, stia iniziando a trasformarsi da promessa tecnologica a strumento operativo quotidiano.
Hantavirus, tutti negativi i test eseguiti in Italia. Schillaci: “Non è il Covid”
Restano negativi tutti gli accertamenti virologici effettuati in Italia sui casi sospetti di hantavirus che nelle ultime ore avevano acceso l’attenzione sanitaria internazionale. A rassicurare è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci durante il question time alla Camera: “La situazione è sotto controllo. Non è il Covid”. Il ministro ha inoltre spiegato che il monitoraggio prosegue attraverso i protocolli previsti dal Piano pandemico nazionale, con sorveglianza costante sui contatti considerati a rischio. Secondo l’European Centre for Disease Prevention and Control i casi collegati al cluster internazionale sono al momento dieci: otto confermati e due probabili. L’agenzia europea raccomanda per i contatti ad alto rischio una sorveglianza attiva di 42 giorni, periodo massimo di incubazione stimato per il virus. Gli esperti ricordano comunque che gli hantavirus non si trasmettono con la stessa facilità dei virus respiratori come il SARS-CoV-2. Nella maggior parte dei casi il contagio avviene attraverso il contatto con roditori infetti o con ambienti contaminati da urine, saliva o feci. Proprio per questo le autorità sanitarie invitano a evitare allarmismi, pur mantenendo alta l’attenzione epidemiologica.
Menopausa e terapia ormonale: negli USA prescrizioni +86%, ma in Italia la usa solo il 5% delle donne
Negli Stati Uniti la terapia ormonale sostitutiva sta vivendo una vera rivalutazione scientifica e clinica. Secondo i dati di Epic Research, tra il 2021 e il 2025 le prescrizioni di TOS nelle donne tra i 50 e i 65 anni sono aumentate dell’86%. In Italia, invece, il quadro resta molto diverso: la utilizza appena il 5% delle oltre 10 milioni di donne in menopausa, una delle percentuali più basse d’Europa.A frenare resta soprattutto l’eredità dello studio Women’s Health Initiative del 2002, che all’epoca associò la terapia ormonale a un aumento del rischio di tumore al seno e malattie cardiovascolari. Negli ultimi vent’anni, però, il quadro scientifico si è profondamente evoluto. Le principali linee guida internazionali considerano oggi la TOS il trattamento più efficace per vampate, insonnia, sudorazioni notturne e sintomi vasomotori della menopausa, soprattutto se iniziata entro dieci anni dall’ultima mestruazione o prima dei 60 anni, in donne selezionate e senza controindicazioni. Anche in Francia sono attese nel 2026 nuove linee guida nazionali dedicate alla terapia ormonale, le prime dopo oltre vent’anni. In Italia, invece, persistono forti resistenze culturali, scarsa informazione e grande disomogeneità nell’accesso alle cure.
HIV: arriva in Italia il primo farmaco iniettabile per prevenire il contagio. Basta una dose ogni due mesi
Arriva anche in Italia il cabotegravir Long Acting, la prima profilassi pre-esposizione (PrEP) iniettabile a lunga durata contro l’HIV. Il farmaco, indicato per le persone ad alto rischio di infezione da HIV-1 per via sessuale, prevede soltanto sei somministrazioni l’anno e rappresenta una svolta importante nella prevenzione. Negli studi clinici di fase IIb/III, cabotegravir ha dimostrato un’efficacia superiore rispetto alla PrEP orale quotidiana basata su tenofovir/emtricitabina, oggi utilizzata come standard preventivo. La differenza principale è pratica: la terapia orale richiede l’assunzione di una compressa ogni giorno e una forte continuità nell’aderenza terapeutica, uno degli aspetti più difficili da mantenere nel tempo. La formulazione iniettabile punta invece a semplificare il percorso, riducendo dimenticanze e interruzioni della protezione. Nel 2024 in Italia sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di HIV, pari a un’incidenza di 4 casi ogni 100mila abitanti. L’Ospedale San Raffaele è stato il primo centro europeo a utilizzare cabotegravir in ambito preventivo, aprendo la strada a una nuova strategia di prevenzione più semplice e continuativa.
Prevenzione e accesso alle cure
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita. Effettuare controlli periodici e accedere tempestivamente a visite specialistiche consente di intervenire in modo precoce su molte patologie. Con Social Medical Care è possibile accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1500 centri sanitari convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.
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Fonti: ANSA · FIASO · Ministero della Salute · Spallanzani · AIFA · ViiV Healthcare · FNOPI · Quirinale





