SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Giornata Mondiale della Salute: “Insieme per la salute, al fianco della scienza.” Un appello che suona impellente nell’era dei no-vax
Il 7 aprile l’OMS ha celebrato i suoi 78 anni di vita rilasciando lo slogan della campagna annuale 2026: “Together for health. Stand with science.” Il messaggio è tutt’altro che scontato: in un anno segnato dall’uscita di USA e Argentina dall’organizzazione e da un crescente scetticismo pubblico verso le istituzioni sanitarie, l’OMS sceglie di piantare la bandiera della scienza e della cooperazione multilaterale. La campagna si è aperta con il Vertice One Health a Lione — organizzato dalla presidenza francese del G7 con Schillaci presente — e con il primo Global Forum degli 800 centri collaboratori dell’OMS da oltre 80 Paesi. Il messaggio ai governi è chiaro: la salute umana, animale e ambientale sono inseparabili, e le minacce che verranno — pandemie, resistenza agli antibiotici, clima — si battono solo insieme.
Tubercolosi in Italia: 3.150 casi nel 2024, +8,9%. Il trend si inverte dopo decenni di calo
Il rapporto annuale del Ministero della Salute certifica l’inversione di un trend che durava da decenni: nel 2024 in Italia sono stati notificati 3.150 casi di tubercolosi, con un aumento dell’8,9% rispetto all’anno precedente, per un tasso di 5,3 casi ogni 100mila abitanti. L’Italia rimane un Paese a bassa endemia, ma il minimo storico toccato nel 2020 (3,8 casi per 100mila) è ormai un ricordo. L’analisi demografica racconta una storia precisa: oltre il 60% dei casi riguarda persone nate all’estero, con forte incidenza in Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia. Destano preoccupazione anche i 54 casi con profili di resistenza ai farmaci — 36 dei quali multiresistenti (MDR-TBC). Il rapporto richiama l’urgenza di allinearsi alla strategia OMS “End TB”, che punta alla pre-eliminazione entro il 2035.
.Gli italiani si muovono di più, ma mangiano peggio: cala la sedentarietà, restano fumo, alcol e obesità
I nuovi dati ISTAT sugli stili di vita degli italiani fotografano un Paese a due velocità: la sedentarietà cala del 2,4% rispetto al 2024 — un progresso reale, anche se ancora tre persone su dieci restano fisicamente inattive — ma fumo, consumo di alcol e sovrappeso continuano a essere un problema strutturale. L’eccesso di peso riguarda il 56,4% delle persone con al massimo la licenza media, contro il 35,9% dei laureati: un dato che parla di diseguaglianze sociali prima ancora che sanitarie. Il ministro Schillaci aveva ricordato proprio in settimana che prevenire malattie croniche come il diabete partendo dalle scuole elementari è una delle priorità del Ministero. I numeri ISTAT confermano l’urgenza: il divario tra chi può permettersi uno stile di vita sano e chi no si allarga ogni anno.
Decreto PNRR: telemedicina obbligatoria per i pazienti oncologici, stabilizzazioni per i precari, OSS stranieri più facili da assumere
Il decreto PNRR approvato la scorsa settimana porta misure concrete per il personale sanitario e per i pazienti: i relatori hanno depositato emendamenti che introducono la telemedicina come servizio obbligatorio per i pazienti oncologici in follow-up, la stabilizzazione dei lavoratori precari del SSN assunti durante la pandemia e procedure semplificate per l’assunzione di OSS formati all’estero. Sul fronte della governance, il decreto accelera il completamento delle infrastrutture digitali legate al PNRR, con riferimento diretto agli obiettivi FSE e alle piattaforme di telemedicina. Un pacchetto di misure che tenta di rispondere su più fronti contemporaneamente — carenza di personale, liste d’attesa, continuità delle cure — in attesa che le riforme strutturali mostrino i loro effetti.
L’Italia tra i Paesi più longevi al mondo: 83,4 anni di speranza di vita. Ma il risultato è fragile
In occasione della Giornata Mondiale della Salute, l’ISTAT ha pubblicato il report “La salute: una conquista da difendere”, che ripercorre l’evoluzione storica della longevità nel nostro Paese. Dal 1990 a oggi gli uomini hanno guadagnato 8 anni di vita, le donne 6,5: con una speranza di vita di 83,4 anni alla nascita siamo tra i Paesi più longevi al mondo. Dietro questo risultato c’è la storia del SSN: il drastico calo della mortalità infantile — da 230 su mille nati vivi nell’Ottocento a 2,7 nel 2023 — e la quasi scomparsa delle malattie infettive come causa di morte, che nel 2023 pesano solo l’1% dei decessi. Ma il report non è solo celebrativo: i forti divari tra Regioni e le nuove vulnerabilità demografiche ricordano che questa conquista va difesa attivamente, non data per scontata.
Prevenzione e accesso alle cure
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