SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Cinque notizie in cinque minuti
Un terzo delle richieste di aiuto dei minori riguarda la salute mentale. Telefono Azzurro: servono linee guida nazionali
Il 9 aprile, in occasione della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori, Telefono Azzurro ha presentato i dati del Dossier 2025: il 35,3% delle richieste di aiuto al servizio 1.96.96 riguarda la salute mentale, seguita da difficoltà relazionali (28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%). Circa un caso su cinque ha natura multidimensionale, con disagio psicologico, fragilità relazionale e vulnerabilità online che si intrecciano. Il canale preferito dai giovani è la chat, scelta nel 58% dei casi — un dato che fotografa il bisogno di anonimato prima di chiedere aiuto. La fondazione chiede al Governo un Piano Nazionale sulla salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza e linee guida uniformi sull’ascolto dei minori per tutti i professionisti: la risposta al disagio giovanile non può restare frammentata tra regione e regione.
La Calabria esce dal commissariamento sanitario dopo 17 anni. Ora viene la parte difficile
Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha deliberato la revoca del commissariamento per la sanità della Regione Calabria, su proposta del ministro Calderoli e con il parere favorevole di Giorgetti e Schillaci. Una decisione che chiude una stagione aperta nel 2009, quando il pesante disavanzo finanziario e l’incapacità di garantire i LEA spinsero Roma a intervenire. Il presidente Occhiuto, commissario ad acta dal 2021, ha accolto la notizia come “un risultato storico” dopo “diciassette anni di camicia di forza”. La revoca è il riconoscimento di un percorso di risanamento dei conti e di miglioramento dei parametri LEA. Ma la Calabria resta la regione con la speranza di vita più bassa d’Italia, la più penalizzata dai divari territoriali fotografati dall’ISTAT la settimana scorsa. La fine del commissariamento è un punto di partenza, non di arrivo.
Dengue quasi raddoppiata in tre mesi: 113 casi da gennaio, l’83% collegato alle Maldive
Il primo aggiornamento 2026 della dashboard ISS sulle arbovirosi segnala un brusco aumento dei casi di dengue in Italia: 113 casi confermati al 31 marzo, tutti importati da viaggi all’estero, contro i 60 registrati nello stesso periodo del 2025. L’83% dei contagi è riconducibile alle Maldive, che a gennaio 2026 hanno notificato 646 casi — un picco che ha fatto scattare l’allerta dell’ECDC. A questi si aggiungono 10 casi di chikungunya (principalmente dalle Seychelles) e 2 di Zika. Nessun decesso, per ora. Il dato è un campanello d’allarme da non ignorare: con l’arrivo della stagione calda e della zanzara tigre, il rischio di trasmissione autoctona sul territorio italiano — già sperimentato nel 2024 — cresce. L’ISS raccomanda attenzione ai viaggiatori in rientro e alle misure di controllo vettoriale locali.
Al Senato il Data Summit 2026: l’Europa vuole condividere i dati sanitari. L’Italia firma il “Data Pact”
Si è tenuto oggi al Senato il Data Summit 2026, il vertice europeo sull’European Health Data Space (EHDS) — il grande progetto che punta a rendere i dati sanitari dei cittadini europei condivisibili tra Paesi per ricerca, cura e politiche pubbliche. All’evento hanno partecipato governo, istituzioni europee, mondo della ricerca e rappresentanti del territorio. È stato presentato il “Data Pact”, un documento con cinque impegni operativi concreti sull’attuazione dell’EHDS. La posta in gioco è alta: condividere i dati sanitari su scala europea significa ricerche più veloci, diagnosi più accurate e politiche sanitarie basate su milioni di casi reali invece che su campioni limitati. Le criticità da risolvere restano molte — interoperabilità tra sistemi nazionali, privacy, governance — ma il vertice segna un passo avanti nel percorso verso una sanità europea davvero integrata.
Tumore dell’ovaio: 15 diagnosi al giorno in Italia, sopravvivenza al 43%. Nasce la campagna “Insieme di Insiemi”
In Italia ogni giorno 15 donne ricevono una diagnosi di tumore dell’ovaio — circa 5.400 nuovi casi l’anno. La sopravvivenza a cinque anni è del 43%: uno dei numeri più bassi tra le neoplasie femminili, in parte perché i sintomi (gonfiore, dolore pelvico) sono aspecifici e non esistono screening di popolazione dedicati. Per rompere questo silenzio è nata “Insieme di Insiemi”, una campagna promossa dai gruppi di ricerca MITO e MANGO con cinque associazioni di pazienti. Il dato più allarmante: solo il 27% delle donne sceglie il centro di cura in base alla specializzazione in ginecologia oncologica, il che significa che circa 4.000 pazienti ogni anno rischiano di iniziare il percorso terapeutico nel posto sbagliato. La campagna chiede alle istituzioni percorsi di diagnosi e cura uniformi su tutto il territorio.
Prevenzione e accesso alle cure
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita. Effettuare controlli periodici e accedere tempestivamente a visite specialistiche consente di intervenire in modo precoce su molte patologie. Con Social Medical Care è possibile accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1500 centri sanitari convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.
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