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Dai farmaci anti-obesità una nuova arma contro la dipendenza da alcol: risultati promettenti su 108 pazienti
Un possibile nuovo impiego per i farmaci analoghi del GLP-1 — la stessa classe di Ozempic e Wegovy — emerge da uno studio pubblicato su The Lancet e coordinato dall’ospedale universitario di Copenhagen. La sperimentazione ha coinvolto 108 persone con obesità e consumo problematico di alcol, mostrando risultati considerati promettenti dai ricercatori. Dopo sei mesi di trattamento settimanale con semaglutide, i partecipanti hanno registrato una riduzione del 41% dei giorni caratterizzati da consumo eccessivo di alcol, rispetto al 26,4% osservato nel gruppo placebo. Oltre al calo degli episodi di binge drinking, sono diminuiti anche il consumo complessivo di alcol e diversi parametri di laboratorio associati ai danni metabolici. Secondo gli autori, l’effetto potrebbe essere legato all’azione dei farmaci GLP-1 sui circuiti cerebrali della ricompensa e della regolazione dell’appetito, gli stessi coinvolti nei meccanismi della dipendenza. “È il primo studio randomizzato a dimostrare che la semaglutide riduce i giorni di consumo eccessivo di alcol”, spiegano i ricercatori, sottolineando come i risultati aprano la strada a possibili nuove applicazioni terapeutiche della molecola.
Sanità, cresce il peso sui cittadini: 2,5 milioni rinunciano alle visite per motivi economici
Si svolge oggi al CNEL la giornata di analisi “Profilo della Sanità — Stato di salute del Sistema sanitario in Italia”, trasmessa in diretta su ANSA a partire dalle 10. Dai report presentati emerge un quadro critico per il Servizio sanitario nazionale: la spesa sanitaria pubblica si ferma al 6,3% del PIL, al di sotto della media europea del 6,9%. Sempre più rilevante il peso economico sostenuto direttamente dai cittadini. Quasi un quarto della spesa sanitaria complessiva — oltre 176 miliardi di euro — è ormai a carico delle famiglie. Un dato che si riflette sull’accesso alle cure: nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, e per 2,5 milioni la causa principale è stata economica. Nei giorni scorsi, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, intervenendo a Radio Radicale, ha sottolineato come la manovra 2026 non modifichi il quadro strutturale della sanità italiana. Secondo le stime, infatti, la spesa sanitaria continuerà progressivamente a ridursi in rapporto al PIL, fino a raggiungere il 5,9% entro il 2029.
Protesi mammarie, primo report nazionale: oltre 68mila interventi in due anni
Il Ministero della Salute ha pubblicato il primo report nazionale dedicato alle protesi mammarie impiantate in Italia, offrendo per la prima volta una fotografia strutturata di un settore finora poco documentato nel nostro Paese. Nell’arco di due anni sono stati registrati 112.924 dispositivi impiantati, a fronte di 33.605 protesi rimosse. L’età media delle pazienti è di 46 anni, ma il dato varia sensibilmente a seconda della finalità dell’intervento. Le donne che ricorrono alla ricostruzione mammaria — spesso dopo un tumore — hanno un’età media di 51,9 anni, mentre chi sceglie un intervento estetico ha in media 38,5 anni. Il report rientra nel registro nazionale dei dispositivi medici impiantabili e punta non solo a fotografare il fenomeno, ma anche a rafforzare il monitoraggio della sicurezza delle protesi nel lungo periodo. Un obiettivo in linea con le disposizioni del nuovo regolamento europeo sui dispositivi medici, entrato pienamente in vigore nel 2024.
Darolutamide approvata in Italia: nuova opzione terapeutica per il tumore della prostata avanzato
Una nuova opzione terapeutica per i circa 485mila uomini italiani che convivono con un tumore della prostata. AIFA ha approvato la rimborsabilità di darolutamide, farmaco orale di nuova generazione indicato in associazione alla terapia ormonale per i pazienti con tumore della prostata metastatico sensibile agli ormoni. Per la molecola si tratta della terza indicazione ammessa alla rimborsabilità in Italia. A supportare la decisione sono i risultati dello studio Aranote, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, che ha mostrato una riduzione del 46% del rischio di progressione radiologica della malattia o di morte. Darolutamide è inoltre l’unico inibitore del recettore degli androgeni approvato da AIFA che permette di personalizzare il trattamento sia con sia senza chemioterapia, offrendo maggiore flessibilità terapeutica. Tra i principali vantaggi segnalati dagli specialisti: buona tollerabilità, minore rischio di sospensione per effetti collaterali e la possibilità di preservare più a lungo la qualità di vita dei pazienti.
Prevenzione e accesso alle cure
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita. Effettuare controlli periodici e accedere tempestivamente a visite specialistiche consente di intervenire in modo precoce su molte patologie. Con Social Medical Care è possibile accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e check-up presso oltre 1500 centri sanitari convenzionati in tutta Italia, con sconti fino al 30% e tempi di attesa ridotti.
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Fonti: Quotidiano Sanità · Il Sole 24 Ore Sanità · ANSA · OMS · CNEL · GIMBE · Commissione Europea · EMA · Ministero della Salute






