SANITÀ IN PRIMA PAGINA
Cinque notizie in cinque minuti
Ddl caregiver, emendamenti in Commissione: ISEE a 25mila euro e riconoscimento dei caregiver minorenni
La Commissione Affari sociali della Camera ha concluso l’esame del disegno di legge C.2789 sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari. Tra le principali modifiche introdotte c’è l’innalzamento da 15mila a 25mila euro della soglia ISEE familiare per accedere al contributo previsto dal provvedimento. Per i caregiver non conviventi, la distanza massima tra i comuni di residenza viene inoltre portata da 25 a 40 chilometri.
Il testo introduce anche il riconoscimento esplicito dei caregiver minorenni e prevede che il carico assistenziale possa essere individuato all’interno del progetto di vita della persona con disabilità e del Piano assistenziale individualizzato per la persona anziana non autosufficiente. Il provvedimento, di iniziativa governativa, è atteso in Aula il 2 ottobre.
Le modifiche sono state accolte criticamente da CARER ETS, che considera insufficienti gli interventi approvati e sostiene che il provvedimento non riduca concretamente il carico di cura sulle famiglie. L’associazione richiama in particolare la necessità di rafforzare i servizi domiciliari, le misure di sollievo, il sostegno psicologico e formativo e le tutele previdenziali per chi assiste un familiare.
Il confronto riguarda quindi non solo il riconoscimento formale della figura del caregiver, ma anche le condizioni concrete nelle quali viene svolto il lavoro di cura. CARER segnala inoltre le difficoltà legate alla conciliazione tra assistenza e attività lavorativa e il rischio di rinunce personali e professionali. Il dibattito parlamentare proseguirà ora con l’esame del testo da parte dell’Aula.
Intelligenza artificiale nella ricerca sanitaria, l’OMS chiede una supervisione etica più forte
L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nella ricerca sanitaria, dalla gestione e analisi dei dati allo sviluppo e alla valutazione di nuove tecnologie. Un nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità analizza le principali questioni etiche legate all’impiego dell’AI e richiama la necessità di adeguare i sistemi di supervisione a strumenti sempre più complessi. Tra i rischi individuati figurano trasparenza, bias, equità, responsabilità, privacy e possibili danni per le persone coinvolte nella ricerca.
Il rapporto distingue tre ambiti: la ricerca sanitaria che utilizza dati e strumenti di AI, gli studi condotti attraverso tecnologie di intelligenza artificiale e la ricerca che ha come oggetto gli stessi sistemi. Per l’OMS, questa distinzione è importante perché i rischi possono cambiare in base alle modalità e agli obiettivi dell’utilizzo della tecnologia.
I comitati etici della ricerca restano centrali nella tutela dei partecipanti, ma potrebbero avere bisogno di nuove competenze, formazione e risorse. Anche i ricercatori sono chiamati a individuare e ridurre i rischi già nelle prime fasi degli studi, garantendo maggiore trasparenza sulle modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale.
La supervisione deve però coinvolgere anche finanziatori, riviste scientifiche, organismi di governance dei dati e autorità regolatorie. Particolare attenzione è dedicata ai Paesi a basso e medio reddito, per evitare che lo sviluppo dell’AI, concentrato soprattutto nei Paesi più ricchi, possa accentuare le disuguaglianze. Il rapporto dell’OMS propone quindi una governance capace di evolvere insieme alla tecnologia.
BPCO, vitamina C e arginina riducono del 27% la stanchezza cronica
Una combinazione di vitamina C e arginina ha ridotto del 27% la percezione della stanchezza cronica nei pazienti con BPCO grave sottoposti a un programma di riabilitazione respiratoria. È quanto emerge da uno studio italiano coordinato dall’IRCCS Maugeri e pubblicato sulla rivista Thorax. La ricerca si è concentrata sulla fatigue, uno dei sintomi più invalidanti della broncopneumopatia cronica ostruttiva, che può limitare le attività quotidiane anche nei pazienti sottoposti a riabilitazione.
Lo studio è stato condotto in 10 centri italiani di riabilitazione cardiopolmonare e ha coinvolto circa 100 pazienti in ossigenoterapia. I partecipanti hanno seguito per 28 giorni un programma di riabilitazione polmonare e sono stati divisi in due gruppi: uno ha assunto un integratore a base di arginina e vitamina C liposomiale, mentre l’altro ha ricevuto un placebo.
Entrambi i gruppi hanno beneficiato della riabilitazione, ma la riduzione della stanchezza è risultata maggiore tra i pazienti trattati con l’integratore: il calo è stato del 27%, contro il 10% registrato nel gruppo placebo. Nel gruppo trattato, circa il 60% dei pazienti ha raggiunto inoltre una condizione di spossatezza non più clinicamente rilevante.
La BPCO interessa circa 3,5 milioni di persone in Italia ed è una delle principali cause di disabilità respiratoria. Secondo i ricercatori, individuare interventi sicuri, ben tollerati e a costi contenuti potrebbe contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti. I risultati dello studio riguardano comunque specificamente pazienti con BPCO grave inseriti in un percorso di riabilitazione respiratoria.
Asma, approvata nell’Ue una nuova triplice terapia di mantenimento
La Commissione europea ha approvato la combinazione fissa di budesonide, glicopirronio e formoterolo fumarato come trattamento di mantenimento dell’asma nei pazienti di età pari o superiore a 12 anni non adeguatamente controllati con un’associazione di corticosteroide inalatorio a dose media e beta2-agonista a lunga durata d’azione. I tre principi attivi sono riuniti in un unico inalatore.
L’approvazione segue il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea per i medicinali e si basa sui risultati degli studi di fase III KALOS e LOGOS. Nei due studi la combinazione ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi della funzione polmonare rispetto alle associazioni di corticosteroide inalatorio e beta2-agonista utilizzate come confronto.
Nell’analisi aggregata degli studi, la terapia ha inoltre dimostrato una riduzione statisticamente significativa del tasso annuale di riacutizzazioni gravi dell’asma. Il risultato è stato osservato in un’ampia popolazione di pazienti, compresi quelli che non avevano avuto una riacutizzazione nell’anno precedente.
L’approvazione riguarda quindi una nuova opzione per i pazienti dai 12 anni in su che non raggiungono un controllo adeguato della malattia nonostante la terapia di mantenimento. L’asma non controllato può comportare sintomi persistenti, difficoltà respiratoria, riduzione della funzione polmonare e un maggiore rischio di riacutizzazioni. La triplice combinazione in un unico inalatore punta a intervenire su questi aspetti migliorando il controllo della patologia.
Influenza 2026-2027, attesi 12-14 milioni di casi: sotto osservazione anche Covid e altri virus respiratori
Per la stagione 2026-2027 sono attesi almeno 12-14 milioni di casi di influenza. A fare il punto è il virologo Fabrizio Pregliasco, secondo il quale i dati provenienti dall’Australia mostrano per ora un andamento meno pesante rispetto agli ultimi anni. L’evoluzione della stagione italiana dipenderà però anche dalle temperature e dalle condizioni climatiche dei prossimi mesi.
L’influenza rappresenterà soltanto una parte del quadro dei virus respiratori. Continuano infatti a circolare Covid, virus respiratorio sinciziale, metapneumovirus, rhinovirus e numerosi altri agenti responsabili delle sindromi simil-influenzali. Dopo una stagione precedente che ha superato i 15 milioni di casi, resta quindi sotto osservazione anche la possibile pressione sui servizi sanitari.
Per i virus influenzali, in Australia è stata osservata la circolazione della variante K del virus H3N2, insieme ai virus H1N1 e B Victoria. In Italia sono già stati identificati alcuni isolamenti di H3N2. Il monitoraggio della circolazione dei virus respiratori viene effettuato attraverso la rete RespiVirNet, composta dai medici di famiglia e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità.
Con l’avvicinarsi della stagione influenzale torna anche l’attenzione sulla campagna vaccinale, particolarmente importante per le persone più fragili, per le quali influenza e Covid possono ancora rappresentare un rischio. Tra i sintomi caratteristici dell’influenza vengono indicati l’esordio brusco della febbre oltre i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio e uno sistemico. Una circolazione precoce di più virus potrebbe inoltre aumentare gli accessi agli ambulatori e la pressione sui servizi sanitari durante l’inverno.
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Fonti: Camera dei deputati; Ministero per le Disabilità; CARER ETS; Vita; Cittadinanzattiva; Organizzazione mondiale della sanità (OMS); ANSA Salute & Benessere; IRCCS Maugeri; Thorax; BMJ; Agenzia europea per i medicinali (EMA); Commissione europea; AstraZeneca; Sky TG24; Istituto Superiore di Sanità (ISS).






