Rassegna stampa Sanità e Benessere – 23 Settembre 2026

SANITÀ IN PRIMA PAGINA

Cinque notizie in cinque minuti

Morbillo, aumentano i casi: 472 nei primi cinque mesi dell’anno

Nei primi cinque mesi del 2026 in Italia sono stati confermati 472 casi di morbillo, in aumento rispetto ai 322 registrati nel 2025. A questi si aggiungono 609 casi classificati al momento come possibili o probabili. I dati arrivano da un’analisi epidemiologica del Ministero della Salute e confermano una ripresa della circolazione del virus iniziata nell’autunno 2023. Nel 2024 erano stati notificati 1.045 casi, di cui 946 confermati in laboratorio, mentre nel 2025 si era registrata una diminuzione.

L’incremento dei contagi nel 2026 è particolarmente evidente in alcune Regioni. La Calabria è passata dai 17 casi del 2025 ai 265 dei primi cinque mesi del 2026, mentre in Campania si è passati da 18 a 100 casi. Nel Lazio i casi sono aumentati da 47 a 54 e in Toscana da 6 a 49. Oltre il 90% delle persone contagiate non era vaccinato, mentre quasi il 6% aveva ricevuto una sola dose.

A preoccupare è anche la copertura vaccinale, che continua a rimanere al di sotto del livello considerato necessario per interrompere la circolazione del virus. Al 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma aveva raggiunto il 95% di copertura con due dosi. I valori più bassi erano stati registrati in Sicilia, Campania e nella Provincia autonoma di Bolzano.

Il Ministero della Salute ha quindi raccomandato di rafforzare la sorveglianza epidemiologica e di intensificare le vaccinazioni, con particolare attenzione ai giovani adulti tra i 15 e i 39 anni e alle categorie a rischio. La circolare ministeriale invita inoltre a verificare lo stato immunologico degli operatori sanitari, migliorare la tempestività nella segnalazione dei casi sospetti e rafforzare la comunicazione del rischio alla popolazione.

Nuove tariffe sanitarie, cambiano i ticket per visite ed esami

Entrano in vigore le nuove tariffe nazionali per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, dopo l’intesa raggiunta lo scorso luglio in Conferenza Stato-Regioni. L’aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, tra visite ed esami diagnostici, e 222 codici del nomenclatore dell’assistenza protesica. Secondo le stime del Ministero della Salute, l’impatto sui cittadini non esenti sarà contenuto, con un aumento medio di circa 1,5 euro all’anno.

Gli aumenti non riguarderanno i cittadini con esenzione per reddito, patologia o età. Il tetto massimo del ticket ordinario rimane inoltre fissato a 36,15 euro e le tariffe restano invariate per circa otto prestazioni su dieci. Non sono previsti incrementi per le visite di controllo e gli esami di laboratorio, mentre il costo del prelievo aumenterà di 50 centesimi.

Per alcune prestazioni, tuttavia, gli aumenti saranno più consistenti. Tra gli esempi segnalati dall’associazione Codici figurano l’agoaspirato della mammella, la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma e alcune prime visite specialistiche. Aumenti riguardano anche alcune prestazioni di diagnostica vascolare, biopsie ed elettromiografie.

Il nuovo tariffario arriva dopo una lunga revisione del sistema di rimborsi. Il precedente decreto del 2024 era stato contestato dai laboratori privati accreditati e successivamente annullato dal Tar nel settembre 2025. La nuova misura dispone di una copertura specifica prevista dalla legge di Bilancio 2026, con 100 milioni di euro stanziati per il 2026 e 183 milioni annui dal 2027 per l’aggiornamento delle tariffe.

Dieta ricca di grassi, alterazioni del cervello già dopo poche settimane

Un’alimentazione ricca di grassi può modificare il metabolismo cerebrale e influire sulla memoria già prima della comparsa di obesità e diabete. È quanto emerge da uno studio coordinato dall’Università La Sapienza di Roma e pubblicato sulla rivista Redox Biology, che ha analizzato le fasi iniziali dell’esposizione a una dieta ad alto contenuto di grassi.

I ricercatori hanno individuato una riduzione dei livelli della proteina Biliverdin Reductase A, o BVRA, che contribuisce alla capacità delle cellule cerebrali di adattarsi allo stress metabolico. La riduzione di questa proteina è stata associata ad alterazioni che interessano anche i meccanismi coinvolti nelle malattie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer.

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda la persistenza delle alterazioni. Dopo la sospensione della dieta ricca di grassi e il ritorno a un’alimentazione equilibrata, infatti, il metabolismo cerebrale non è tornato completamente alle condizioni iniziali. I risultati suggeriscono quindi che alcuni effetti dello stress metabolico sul cervello possano comparire molto prima delle manifestazioni sistemiche associate all’obesità.

La ricerca ha inoltre evidenziato differenze legate al sesso biologico, indicando una maggiore vulnerabilità del cervello femminile agli effetti dello stress metabolico provocato dalla dieta iperlipidica. Secondo gli autori, comprendere questi meccanismi potrebbe contribuire a individuare nuove strategie per proteggere la salute cerebrale e approfondire il rapporto tra alimentazione, metabolismo, invecchiamento e malattie neurodegenerative.

Chirurgia, il protocollo ERAS punta sulla ripresa precoce dell’alimentazione

Il tradizionale digiuno prolungato dopo un intervento chirurgico viene progressivamente messo in discussione dalle evidenze raccolte nell’ambito dei protocolli ERAS, programmi dedicati al recupero accelerato dopo la chirurgia. Quando le condizioni cliniche lo consentono, il paziente può tornare a mangiare già due ore dopo l’intervento, con l’obiettivo di ridurre le complicanze e favorire un recupero più rapido.

I nuovi dati sono stati presentati dall’IRCCS Negrar al congresso della Perioperative Italian Society, in corso a Verona. La ripresa precoce dell’alimentazione favorisce la motilità intestinale e contribuisce a contrastare la perdita di massa muscolare che può verificarsi quando l’organismo rimane a lungo senza nutrienti. L’approccio ha consentito al centro veronese di ottenere nuove certificazioni ERAS per la chirurgia senologica e toracica.

Nel caso della chirurgia senologica sono state registrate complicanze più che dimezzate e una riduzione di un giorno della degenza media, mentre nella chirurgia toracica è stato registrato l’azzeramento delle complicanze severe. Il protocollo punta quindi a rendere il percorso chirurgico più rapido e meno gravoso per il paziente.

ERAS comprende anche una componente legata alla sostenibilità ambientale. La cosiddetta anestesia green prevede infatti una riduzione dell’utilizzo dei gas anestetici inalatori quando non indispensabili dal punto di vista clinico e una limitazione dei materiali monouso. Anche la riduzione delle infusioni endovenose non necessarie contribuisce a diminuire l’impatto ambientale complessivo del percorso chirurgico.

Colesterolo, arriva il via libera europeo per obicetrapib

La Commissione europea ha autorizzato l’immissione in commercio di obicetrapib, una nuova molecola destinata al trattamento di pazienti con ipercolesterolemia primaria, sia familiare sia non familiare, e dislipidemia mista. Il farmaco è stato autorizzato sia in monoterapia sia in associazione a dose fissa con ezetimibe e rappresenta la prima approvazione regolatoria della molecola a livello mondiale.

L’autorizzazione si basa sui risultati del programma clinico di sviluppo che comprende gli studi di fase 3 Broadway, Brooklyn e Tandem. Nei trial, obicetrapib ha determinato una riduzione dell’LDL-C fino al 40% in monoterapia rispetto al placebo e di circa il 50% quando associato a ezetimibe. Gli studi hanno inoltre evidenziato un profilo di tollerabilità comparabile a quello del placebo.

La nuova terapia è destinata in particolare ai pazienti che non riescono a raggiungere livelli adeguati di colesterolo LDL nonostante le terapie disponibili o che non le tollerano. L’obiettivo è offrire un’ulteriore possibilità terapeutica per il controllo di uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

Il programma di ricerca su obicetrapib non è però concluso. Sono infatti in corso ulteriori studi di fase 3, tra cui Prevail, finalizzato a valutare l’impatto della molecola sugli eventi cardiovascolari. I prossimi risultati saranno quindi importanti per comprendere se alla significativa riduzione del colesterolo LDL corrisponderà anche una riduzione concreta di infarti, ictus e altri eventi cardiovascolari.

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Fonti: ANSA Salute & Benessere; Ministero della Salute; Università degli Studi di Roma La Sapienza; Redox Biology; IRCCS Negrar; Perioperative Italian Society; ERAS Italia; Commissione Europea; NewAmsterdam Pharma; Gruppo Menarini.

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